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martedì 19 gennaio 2010

Verdure arrostite al golden syrup


E temo stia per delinearsi una settimana ad elevato tasso di caramellizzazione (entro venerdì mi darete ragione:)). Verdure arrostite, adocchiate nell'elegante mondo firmato donna hay, feturing un'insulinica cucchiaiata di golden syrup (sciroppo di zucchero di canna, ndr) e voglio proprio vedere chi storce ancora il naso alle verdure! Anticipo praticamente la domanda... (anche) miele e melassa, su quel piattino lì, avrebbero fatto la loro appiccicosissima figura! Ah già appunto, quindi perchè golden syrup e non del miele (che così lo prendevo direttamente dal salumiere sotto casa, grrr)? Bbboniii, golden syrup o miele che sia, l'obiettivo finale è più che sistemato: verdure leggermente croccanti, avvolte da una sottile pellicola appiccicosa e dolciastra... la discriminante sarebbe più che altro nel gusto, molto prosaicamente parlando. Abbastanza neutro col miele, decisamente rustico e vivace con il golden syrup (appuntarsi che cambia anche un po' il colore.. giusto per essere precisi), diciamo lo vedrei na'nticchia più idoneo per le preparazioni (salate) come questa! Poi vabbè, come dicevo poc'anzi, questa sarebbe pur sempre la settimana della caramellizzazione, divertenti esperimenti estemporanei per arrivare a conclusioni che sono senz'altro soggettivissime, altamente opinabili, ma se magari le provate pure... ne possiamo anche riparlare:)). E quindi eccoci, un contorno che con ospiti a cena potrebbe persino fare quella magica differenza tanto sperata, anzi, a dirla proprio tutta, vedrete che finirà pure per rubare la scena al migliore dei vostri arrosti, ihihih :)). A domani, cheeeers.

Verdure arrostite al golden syrup
per due

Tagliate a pezzi piuttosto grossi una cipolla rossa sbucciata, il cuore di un finocchio ed un paio di piccole carote (ben lavate, ma con la buccia), unite uno spicchio d'aglio con la camicia e condite il tutto con un generoso giro d'olio extravergine d'oliva, un cucchiaio di golden syrup, del sale grosso, pepe nero macinato, timo e buccia di limone grattugiata. Cuocete in forno già caldo a 220 gradi per circa 30 minuti (tenete d'occhio la cottura per evitare di far colorire troppo le verdure, magari giratele di tanto in tanto).

English, please!!!

Roasted vegetables with golden syrup
serves two

Divide into large pieces a red onion (peeled), the heart of a fennel and a couple of small carrots (well washed, but with the peel), add a clove of garlic (not peeld) and dress all with four tablespoons of extra virgin oil, one of golden syrup, sea salt, ground black pepper, thyme and grated lemon peel. Bake in preheated oven at 220 degrees for about 30 minutes (until tender and golden).


venerdì 27 novembre 2009

Crostone di polenta, con uova e tartufo

Più scontati dei saldi del dopo-befana, addirittura più metodici della signora Rottenmeier in persona, signori e signori, è venerdì! Per cui vai di consiglio flash per la famosa pizza del sabato sera, con o senza amici. Che poi, bè, a voler proprio puntualizzare, basterebbe scaricarsi il pdf pizzoso qui a lato e avreste fatto, ma dobbiamo pur far finta di lavorare no?! E quindi, nella fattispecie, una sorta di non-pizza, più che altro uno strato di polenta piuttosto spesso, lasciato rassodare per un po' di ore, porzionato nella maniera che più v'aggrada e poi farcito - e lì vi volevo - a mò di pizza! Diciamo con quel che vi passa il mercato vicino casa, insomma, fate un po' voi (ok ok, nel mio caso: spinaci ripassati in padella con aglio, olio e pepe nero, uova da lasciar rapprendere direttamente in forno, tartufo e scaglie di pecorino all'uscita dal forno). Riflessione: valeva davvero la pena scrivere stò post (ma tanto, il bello è che alla fine decido comunque io no?! lol)? Ecco, non foss'altro per dare anche un po' di continuità a certe cose appena-appena accennate che poi, si sa, lì per lì tutto bene, ma quando ve le fanno pure vedere, meglio no?! Buon weekend a tuttiiii :))

giovedì 12 novembre 2009

Lasagne di polenta (ai formaggi)


Passi che c'avevamo un certo pranzetto in sospeso, ma così adesso, non sarà mica troppo? :-) Sississì, decisamente troppo consolatorio, troppo voluttuoso, uhm, troppo rotondo, ecco. Ehvabbè va, ripetete con me: prelevare piccole porzioni di cibo, avvicinare alle labbra (prima annusare, poi arraffare, plz), assaporare lentamente, alzare gli occhi al cielo in segno di definitiva capitolazione, sospirare compiaciuti, socchiudere gli occhi e abbandonarsi all'idea che ormai, da lì a poco più avanti, non servirà praticamente nulla per star bene al mondo. Bene, scena risibile ai più, ma tanto noi altri vogliamo decisamente vivere così (che uno, poi, potrebbe opinare il fatto che qui si svenga, praticamente, per ogni piatto e che quindi trattasi d'una Precy, a stò punto, poco credibile e perfino poco contestabile, tipo che se piace a lei?! Mi oppongo: intanto la lista dei piatti smunti e, francamente, non rotondi, ecco, diciamo che sul blog difficilmente li vedrete passare, pure un po' orgogliosa sissì, poi bè, in fin dei conti resterebbe da cimentarsi con la ricetta. Ah sì giusto: mi sa che è proprio quello il senso di tutta la storia! Grazie per avermelo ricordato e lasciatemi chiudere stà benedetta parentesi che, come al solito, mi faccio prendere oltre ogni umana decenza). E dicevamo quindi lasagne, nessuna traccia di comune sfoglia all'uovo, bensì polenta! A braccetto con i formaggi e, a proposito: per il prossimo giro, ricordarsi d'inserire anche funghi e tartufo, giusto per vedere un po' l'effetto che fa! :-) Ed è l'ennesima ricetta rubata, nello specifico, alla padovana più charmant che io abbia mai conosciuto (sissì, la stessa della torta al limone e dello strudel di qualche post fa)... ma vi pare che nel mio background mangereccio, come dire, nella mia genetica più intrinseca, poteva mai starci la polenta?! E allora...

P.S. e giusto per autoreferenziarsi un po' (ma soprattutto per referenziare il piatto del giorno, tipo che è da mò che lo faccio!!!), scovata una certa chicca del passato, un po' come quelle foto anni 80 che qualcuno ogni tanto tira fuori, giusto per farsi due risate (ma bruciarle no?!), ecco, più o meno così :-)))

La ricetta

Preparate la polenta come indicato sulla confezione, versatela sulla teglia del forno (coperta da apposita carta) e tiratela ad uno spessore di circa 1 cm: quest’operazione va eseguita il giorno prima per permettere alla polenta di rassodarsi bene. Il giorno dopo, in uno stampo di medie dimensioni a bordi alti, imburrato e cosparso di pangrattato, s'inizia con un primo strato di polenta (va tagliata a rettangoli, tipo lasagne, oppure a misura dello stampo), coprite con fettine di formaggio (ad es. taleggio, asiago, provolone, emmenthal), spolverate con del parmigiano, ancora uno strato di polenta, coprite con del formaggio cremoso (ad es. philadelphia, gorgonzola, robiola) e qualche tocchetto di formaggio saporito. Ultimate con il terzo strato di polenta, coprite con del formaggio filante (ad es. mozzarella, provola, fontina), parmigiano, 200 ml di panna fresca a ricoprire il tutto, qualche fiocchetto di burro, coprite con un foglio di carta argentata ed infornate a 180 gradi per 20 minuti. Eliminate la carta e proseguite la cottura per dieci minuti. Al termine, qualche minuto di grill per la crosticina. Lasciate riposare per circa quindici minuti e servite... e se avanzano fette di polenta, provate a grigliarle ed a farcirle tipo toast, yum!!!



English, please!!!


Polenta lasagna with cheese

Prepare polenta as indicated on the pack, spread it on the oven tray covered with special paper, pulling her to a thickness of about 1 cm: this operation is performed the day before to allow the polenta to thicken well. The next day, in a mold of medium-sized high-sided, buttered and sprinkled with bread crumbs, you start with a first layer of polenta (it should be cut into rectangles, like lasagna, or the size of the mold), cover with slices of cheese ( Taleggio, Asiago, Provolone cheese, Emmenthal ...), sprinkle with the Parmesan cheese, even a layer of polenta, cover with the cream cheese (Philadelphia, gorgonzola, robiola ,...) and a few chunks of cheese, finish with the third layer polenta, cover with the stringy cheese (mozzarella, provola, fontina cheese), Parmesan cheese, 1 packet of fresh cream (200ml), a few knobs of butter, cover with a sheet of aluminum foil and bake at 180 degrees for 20 minutes. Eliminate paper and continue cooking for another ten minutes. Then, a few minutes to grill and far rest for at least a quarter of an hour before serving... and if you advance the slices of polenta, try grilling it and stuff like toast, yum!

mercoledì 4 novembre 2009

Zuppa di sedano rapa con pesto di prezzemolo


Ed ero quindi qui a pensare che, brrr, di gratin (1 e 2) e graziose terrine avremmo in effetti già parlato, per cui sì, a conti fatti mancherebbe la zuppa. E sull'argomento, confesserei una sorta di predisposizione genetica, una fedele osservanza di ciò che era (ed è!) l'irrinunciabile rituale serale ad elevato tasso di serotonina, caldamente raccomandato per quelle cenette del quant'è bello starsene vicinivicini, finalmente al calduccio. La compagna perfetta per sopravvivere al faticoso tg delle venti e, magari, per recuperare i pezzi sparsi in giro durante la giornata (esagerata lo so, è che la zuppa mi riconcilia col mondo intero, giuro!). Lo scalda-cuore che manco quelli dell'intimo sotto casa ne hanno minimamente idea, cucchiaio dopo cucchiaio, la giusta ricompensa che uno s'aspetterebbe di trovare in tavola, in accompagnamento al famoso tg di cui prima. Schietta e sincera (ma non era per caso una birra?!:-)) e se proprio non riusciste a reperire il sedano rapa del titolo (ndr: ricordarsi di ringraziare il mitico egizio-cingalese che oltre a rifornirmi di tutta la frutta secca possibile ed immaginabile, ovviamente, c'ha pure il sedano rapa! E già che ci sono, ricordarsi anche di annotare che il sedano rapa col pesto di prezzemolo è un autentico, inaspettatissimo sballooo!)... e dicevamo quindi del sedano rapa, sì/no/forse, ma signori miei, frullate pure ciò che vi passa agevolmente il convento, ma frullate! E se siete di quelli che la zuppa=brodo, spiacente, cliccare sul blog successivo (scherzooo:-)). Ehpperò tant'è, tocca ammetterlo: quanto a consistenza, la sottoscritta è proiettata sul genere decisamente corposo, piacevolmente denso! Allegri però, potrei perfino farcela a superare il noiosissimo impasse che tanto qui, mi rendo conto, è più che altro una questione di gusti. Focus invece sul monito del giorno che è: più zuppa per tuttiii (sottotitolo: e vissero tutti felici, sazi e contenti)!!! :-)

Zuppa di sedano rapa con pesto di prezzemolo
(da una ricetta del Corriere della Sera)

per 4 persone:
400 g di sedano rapa
40 g di prezzemolo

40 g di grana grattugiato

2 patate medio-piccole
2 carote
1 cipolla

olio extravergine d'oliva

sale

Pelate le patate e lavatele. Mondate il sedano rapa e tagliate entrambi a pezzetti. Mondate le carote e tagliatele a tocchetti. Sbucciate la cipolla e lasciatela appassire in una casseruola con un cucchiaio d'olio, a fiamma bassa per 6-7 minuti (mescolando spesso). Unite sedano, carote e patate; dopo 3-4 minuti salate, bagnate con un litro abbondante di acqua, portate ad ebollizione, schiumate, regolate la fiamma e fate cuocere per 30 minuti. Passate il tutto al mixer, portate nuovamente sul fuoco e, a seconda della densità desiderata, allungate con acqua o lasciate restringere. Lavate il prezzemolo e tritatelo; raccoglietelo in una ciotola e mescolatevi il grana e 4 cucchiai d'olio. Distribuite la zuppa in ciotole singole e disponetevi sopra 1 cucchiaio di pesto. Servite ben caldo.

English, please!!!

Celeriac soup with parsley pesto
(from a recipe of Corriere della Sera)

for 4:
400 g celeriac
40 g of parsley
40 g grated parmesan
2 medium-small potatoes
2 carrots
1 onion
extra virgin olive oil
salt

Peel the potatoes and wash them. Peel celeriac and cut into pieces each. Peel carrots and cut into pieces. Peel the onion and let it dry in a saucepan with a tablespoon of oil over low heat for 6-7 minutes (stirring often). United celery, carrots, potatoes and salt after 3-4 minutes; pour a quart of abundant water, bring to a boil, skim, adjust the flame and cook for 30 minutes. Spend all the mixer, bring back the fire and, depending on the desired density, thinned with water or restrict it. Wash and chop the parsley; put it in a bowl with cheese and 4 tablespoons of oil. Distribute the soup into individual bowls, with 1 tablespoon of pesto. Serve hot.

giovedì 22 ottobre 2009

Zuppa di lenticchie e castagne al vino rosso

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
Una manciata di lettori incalliti (a questo punto, pure un filo incavolati) ci fanno sapere che con il solito (dannatissimo) browser InternetExplorer non riescono a visualizzare tutti gli elementi di questo blog (tipo che non vedono la colonna laterale, i post più vecchi, il 99% per cento del mio lavoro insomma, grrr)! Bene, la tenutaria di turno, cioè io, si sarebbe attivata per vedere di risolvere l'inconveniente tecnico: e se provaste ad aggiornare la versione del vostro Explorer? Versione 7, ad esser proprio precisi... e fatece sapè!

Tornando al post di oggi, un piatto che strizza chiaramente l'occhio all'Abruzzo. E stavo per incollare l'etichetta 'piatto povero', solo che le lenticchie, in effetti, sarebbero quelle di Castelluccio di Norcia (che non vanno messe in ammollo; quindi liberissimi di decidere una cena legumosa, occhio e croce, un'ora prima di mettersi a tavola! E che rappresentano, senza dubbio, la quint'essenza della goduria cucinate proprio così, a zuppa; quindi perfette per una fredda seratina autunnale, osservando quella rossa d'una Gruber che... uhm, no, non pervenuta opinione definitiva al riguardo!). Ed avrei fatto mente locale anche sui 6 eur(i) al chilo spesi, bè, per delle castagne stre-pi-to-se firmate "la mia nuovissima fruttivendola di quartiere" (a proposito: grazie Raffaaa! ma sì che ho fatto il tuo nome! 6 eurini lo stesso però! e per chi volesse favorire, siamo in via di monteverde, verso incrocio colli portuensi :-)). Giustappunto, nel caso dovesse interessare anche la castagna sic et simpliciter, ovvero irrinunciabili e coccolosissime caldarroste della domenica, prego, ricollegarsi qui domani... che tanto, per il weekend, ci siamo quasi ;-).
Infine il vino, manco a dirlo, Montepulciano d'Abruzzo varietà Marina Cvetic, quanto basta a dare un gusto pieno e decisamente aromatico a questa zuppa (a proposito, mai provato a cuocere i legumi nel vino?). Quel che resta della bottiglia, semplicemente calice alla mano... e nojo, ci si rilegge domani :-)

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO/bis
Poichè una certa persona s'è gentilmente offerta di tenere aggiornato l'angolino delle chicche golose di piazza Zama (Roma) - sissì, una cosa assolutamente goliardica, degna di due compari di merende come me ed il tizio di cui prima :-), ma che potrebbe perfino tornare utile a chi è di zona, boh - ecco, giusto per info: nuove chicche on-line, qui! ;-)


Zuppa di lenticchie e castagne al vino rosso
per due persone

150 g di lenticchie.
100 g di castagne
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaio d'olio extravergine d'oliva
1 foglia d’alloro
1 bicchiere di vino rosso
sale e pepe q.b.

Mettete a bagno le lenticchie in acqua tiepida, per almeno 12 ore (saltate il passaggio se sono quelle di Castelluccio:-)). Arrostite le castagne sul fuoco oppure in forno. In una pentola, rosolate l’aglio nell'olio, eliminatelo ed aggiungete le lenticchie, la foglia d’alloro, sale e pepe. Bagnate con il vino ed aggiungete acqua fino a ricoprire il tutto di almeno due dita (preparate dell'acqua bollente in modo da aggiungerne gradualmente alla zuppa man mano che s'asciuga: in questo modo, un po' come per i risotti, eviterete di ritrovarvi troppo liquido a fine cottura!). Lasciate cuocere a fiamma dolce per circa venti minuti minuti, mescolando di tanto in tanto. Pelate le castagne e tritatele grossolanamente. Unitele alle lenticchie e continuate la cottura sino a che la zuppa sarà sufficientemente densa, non troppo brodosa e le lenticchie ben cotte (complessivmente, dai 40 minuti a circa un'ora, dipende dalla qualità delle lenticchie; regolatevi sempre con l'aggiunta di acqua calda). Servite con un giro d'olio extravergine d'oliva a crudo e del pane caldo.

lunedì 5 ottobre 2009

Lasagne con funghi [e ricotta]

Nel mentre (sarei in attesa di certi, famigeratissimi porcini... un filo esosa lo so, ma una promessa è pur sempre una promessa, poi io me ne sto qui buonabuona, seduta sulla solita sponda del fiume, ecc), ci saremmo arrangiati con i prataioli (champignon, ndr). Che a dirla proprio tutta, mi son sempre rimasti decisamente simpatici. E sempre perchè diciamo proprio tuttotutto (e pure di più), per queste lasagne qui, i funghi, andrebbero (quasi) integralmente ridotti in purea (tra le righe: evitare tranquillamente di accendere un mutuo al mercato che tanto, frullandofrullando, una/due chicche aggiuntive... alla fine, ma che funghi sò?! :-)). Apro parentesi: non appena giungeranno i (benedetti) porcini di cui appena qualche riga fa, giuro, mi re-cimento e poi voglio proprio vedè!!! Chiusa parentesi. Ok, dicevamo delle chicche, qualcosina di buono da provare, tipo la ricotta di capra Panizzi (facciamo direttamente che è proprio tutt'un altro pianeta; e l'accendiamo!) e le lasagne. Fresche, di quelle artigianali, gialle, profumate d'uovo (uovo!), tirate non troppo sottili... ragione in più per non perdere neppure un istante intorno al dilemma sbollento-o-piazzo-direttamente-in-teglia... perchè sbollentare è bene (sempre!), non sgrondare troppo è pure meglio (anche perchè la storia dell'amido rilasciato dalla pasta, quello che poi lega meravigliosamente con tutto il resto, uhm, fanno 70 eurini per un corso di tre ore in quel del gambero rosso... e quindi zitta, fai tesoro ed esegui, sic). Svariati giri di parole, per quelle che son state le mitiche lasagne della domenica: per quella volta che avrete voglia di prepararle anche un filo diverse dal solito, cremose, taaanto consolatorie e, soprattutto, senza il solito trito di carne (ioioio!!! :-))...

con uno spazzolino, pulite i funghi dal terriccio ed eliminate la parte finale del gambo; tagliateli a fettine sottili e saltateli in padella con olio extravergine d'oliva e dello scalogno tritato; salate e lasciate che perdano tutta l'acqua di vegetazione; a fine cottura, spargete del pepe nero fresco di macina, un pizzico di noce moscata ed un ciuffo di prezzemolo fresco tritato; frullatene i 3/4, unendo anche della ricotta fresca (in pari quantità); assaggiate e correggete, eventualmente, di sale e pepe; intanto, sbollentate delle sfoglie di pasta fresca all'uovo in acqua salata; senza sgrondarle troppo, sistematele in una teglia imburrata, alternandole alla crema di funghi e spolverando sempre con del buon pecorino grattugiato; terminate con fettine sottili di provola affumicata e spargete qua e là i funghi non tritati; ancora un po' di pecorino, coprite e passate in forno caldo per circa 20 minuti; infine, scoprite e lasciate gratinare per qualche minuto, finchè la superficie risulterà perfettamente dorata.

domenica 28 dicembre 2008

Cavolfiore, bottarga, coriandolo e semini!


Scontatissimo piatto purificante del dopo-bagordi! Leggero, rigorosamente cremoso e, soprattutto, caldamente consigliato dal nostro amatissimo fegato (e dintorni). Sì, prima di ripartire alla carica col capodanno! Su con la vita! Ciò che vedete non è nemmeno l'ombra d'una passatina anonima e smunta, ma certo che no! Ditemi, cosa fanno le brave massaie quando avanza del cibo? Esatto, aprono google e lanciano una miratissima ricerca! La mia, m'ha condotta esattamente qui. Ma non avevo le nocciole... però va detto che anche i semi di girasole spezzano egregiamente, arricchiscono e, non ultimo, fanno crunch! Poi m'intrigava parecchio l' esperimento bottarga, giusto per dare una piccola spinta alla dolcezza del cavolfiore. E giacchè il tutto, ormai, sapeva decisamente di mare, m'è sembrato oltremodo corretto lasciare l'ultima parola al coriandolo... ed ai cubetti di pane (anche quello ai semi di girasole, miiii), tassativamente abbrustoliti! Andate un po' a controllare se è avanzata mica dell'insalata di rinforzo...

Crema di cavolfiore, con bottarga, coriandolo e semi di girasole
per due persone

1/2 cavolfiore
1 patata media
1 spicchio d'aglio
1/2 L di brodo vegetale
1 cucchiaino raso di coriandolo macinato
2 cucchiai rasi di bottarga di tonno*
1 manciata di semi di girasole
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
crostini di pane

Scaldare un filo d'olio in un tegame, rosolarvi l'aglio, eliminarlo ed aggiungere il cavolfiore (già pulito, lavato e suddiviso in cimette) e la patata sbucciata e ridotta a tocchetti. Insaporire il tutto nell'olio, quindi, allungare con il brodo bollente, abbassare la fiamma al minimo e portare a cottura (circa venti minuti). Con l'aiuto di un mixer ad immersione, frullare il tutto e completare con il coriandolo, sale e pepe. Spegnere e lasciar riposare per qualche minuto. Servire la crema calda, guarnendo ogni piatto con un cucchiaio di bottarga, i semi di girasole tostati e spezzettati e del pane abbrustolito.

*problemi a reperire la bottarga di tonno? vi lascio il solito indirizzo utile, questo qui!

venerdì 7 novembre 2008

Zuppa, tortino, lasagnetta, sformato... di spinaci!!!


Non è soltanto quel che sembra!!! Voglio dire, non è (soltanto) una necessaria re-masterizzazione di noiosi spinaci avanzati (seee, non l' aveva pensato nessuno?... va bè, l'ho detto io, ecco)! E se vi dicessi che, per reinventarli, mi sono ispirata ad un simpatico lavoretto visto e rivisto dalle parti di Jamie Oliver?! Uhm, a dire il vero, lui così ci fa pure la ribollita, comunque... tze, lo sapevo, eccoli là: ma possibile che, ogni volta, basta un nome altisonante per inchiodarvi a leggere?! :-) Sarò buona, vi parlerò di quest' idea davvero niente male... nel caso vi fossero avanzate delle verdure, ma soprattutto nel caso in cui voleste cucinarle appositamente per realizzare dei tegamini corrroboranti (rrrrrr), gusto e praticità, ad alto tasso di soddisfazione quindi!!! Tegamini dicevo: s' è detto di farli pratici, quindi immagino che suggerirvi di cuocere e mangiare nello stesso recipiente (monoporzione) mi faccia magicamente guadagnar punti, giusto?! Il tegamino va leggermente imburrato e riempito con fettine di pane leggermente raffermo, preferibilmente del tipo casareccio, alternandole a delle verdure già pronte (nel mio caso, spinaci sbollentati e ripassati in padella con aglio, burro, sale e pepe). Badate che le verdure siano un tantino lente, il loro sughetto servirà ad inumidire meglio il pane!!! Poi, tocchetti di formaggio... che se lo scegliete più sapido del solito è senz' altro meglio, per finire, una colata di uovo sbattuto (senza esagerare, dobbiamo solo legare un po'), magari con del parmigiano che ne dite?! Coprite i tegamini con fogli di carta alluminio e passate in forno a 200 gradi per circa 20 minuti. A questo punto, via la carta e proseguite la cottura per altri 5 minuti (con la funzione grill sarebbe proprio il massimo della vita). Bene, piatto fumante, rusticissimo effetto gratin, cucchiaio alla mano et voilà!!!

martedì 4 novembre 2008

Crema di piselli, con la chicca!!!


La chicca sarebbero quei deliziosi cubetti di polenta... avanzata, abbrustolita e cubettata, ve ne avevo parlato no?! Già che ci sono, confesso che, puntualmente, me la faccio avanzare di proposito (vi ho detto anche del sandwich di polenta, quest' ultima da piastrare e sostituire alle classiche fette di pane? bene!). La polenta di noi altri insomma!!! Quanto alla cremina, bè, ricetta che merita, della serie che è talmente precisa (e buona) che non la cambio più! E poi, ha un certo valore affettivo, suggerita (a suo tempo) da una ragazza dolcissima conosciuta in rete, bravissima ai fornelli, brava brava brava, conservo ancora parecchie delle sue deliziose ricette (vegetariane, per altro)... e questa è, appunto, la sua crema di piselli, la crema di piselli di Chaky!!!

Crema di piselli
per 4 persone

700 gr piselli
olio extra vergine d'oliva
30 gr farina bianca
1 scalogno (o metà cipolla e metà aglio tritati)
1 litro brodo vegetale
pane in cassetta
pepe bianco e sale q.b.

Soffriggere lo scalogno con olio extra vergine ed aggiungere 1/2 litro del brodo vegetale, portare a bollore e versare i piselli, cuocendo per una quindicina di minuti. Formare una pastella con farina e olio q.b. e mantecare i piselli; porre in mixer e incorporare il restante brodo, frullare per alcuni secondi, aggiungere sale e pepe bianco q.b. Servire la crema omogenea calda o tiepida con crostini di pane/pancarre’, aromatizzati con olio,sale,prezzemolo e aglio tritati e poi tostati e, magari, un ciuffone di ricotta fresca. Se, poi, vi è avanzata della polenta...

venerdì 31 ottobre 2008

La salsiccia con la polenta un po' così...

E' arrivato! Dopo una serie di false partenze, tipo acquazzoni, vento all' americana, allagamenti da paura (qui mi sa che dovrò rivalutare la mia isoletta, a quanto pare anche la capitale...), finalmente arriva!!! Siii, ieri sera faceva fredddooo, pungente e frizzantino, insomma, freddo! Non si sa per quale oscura ragione, stamattina sono andata a verificare le temperature sul meteo online... affacciarsi alla finestra no eh?! Bene, 18 gradi! Tuta e felpona in pile per l' uscita rapidissima del mattino con la cagnolina, collo alto, aspetto rassicurante di chi, mentalmente, non ha ancora abbandonato il letto... tout court, d' un sexi da non credere :-))) glielo spiegate voi ai vari Dolce&co?! E quindi, mi sembrava giusto festeggiare con un piatto, bè, che fa tanto seratina confortante... la polenta è un pochino sui generis, tartufata, prezzemolina, in versione cake da servire a spicchi... ed io, siffatta, la gradisco mooolto di più che in versione purè! Anzi, se cercate su Sale&Pepe di Novembre (come ho fatto io), troverete un bel po' di idee carine al riguardo! La salsiccia è salsiccia, norcina, casareccia, gusto rotondo, si dice così no?! O era, più che altro, il vino?

Salsicce e polenta con sugo e tartufo
per due persone

4 salsicce (da circa 100 gr ognuna)
200 gr di farina di mais per polenta (pre-cotta)
1/2 litro d'acqua
1 cucchiaio d' olio al tartufo
1 cucchiaino di tartufo grattugiato
1 ciuffo di prezzemolo
2 mestoli di passata di pomodoro
1 cucchiaio di pecorino grattugiato
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai d' olio extravergine d' oliva
q.b. di sale e pepe

Portare l'acqua ad ebollizione, salarla e aggiungervi la farina di mais, il prezzemolo tritato, l'olio al tartufo, il tartufo grattugiato ed una macinata di pepe, rimestando energicamente fino al completo assorbimento del liquido. Per i tempi di cottura, attenersi a quanto indicato sulla confezione della farina, in generale dovrebbero bastare circa dieci minuti. Versare, quindi, la polenta in uno stampo piccolo, a bordi alti, foderato con carta alluminio e lasciar raffreddare. Intanto, in una padella, scaldare l'olio d'oliva, rosolarvi lo spicchio d'glio, eliminarlo non appena imbiondisce ed unire le salsicce. Rosolare per pochi minuti su tutti i lati, quindi coprire con la passata di pomodoro, sale, pepe, il pecorino, poca acqua tiepida e portare dolcemente a cottura (circa mezz'ora). Al momento di servire (tutto ben caldo), tagliare la polenta a spicchi ed accompagnarla con le salsicce intere oppure a tocchetti, irrorando generosamente con la salsa al pomodoro.