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martedì 3 novembre 2009

Tortino di zucca e alici


Qualche volta proviamo anche un po' a sincronizzarci... e molte altre no. E quindi, per la ricetta di rito, quella di palese ispirazione halloween-iana, siamo ufficialmente in ritardo. Vabbè che tutta la parentesi 31 ottobre/1 novembre (dolcetto o scherzetto, zucche intagliate e biscotti a forma di lenzuolo), ecco, saltato tutto a piè pari ed in tutta franchezza, fatico ancora a capacitarmi del contributo di noi italiani, bè, per una festa che non ci riguarda nemmeno d'una virgola. Eppure tant'è e, intanto, puffo quattrocchi anche per oggi s'è sfogato abbastanza (a proposito, qualcuno mi faceva gentilmente notare che ricorderei più il puffo brontolone, ma in ogni caso c'è ben poco da stare allegri). E allora tortino! Con delle alici che, bè, se stanno bene con le patate (che sono? dolci!), va da sè che anche con la zucca, gnaamm (eheheh, per dirla anche un po' alla Julia Child). Ed eravamo lì lì per affettarci la nostra, solita provola affumicata, solo che c'avevamo da pruvà stò strachitunt che, manco a dirlo, ricorda lo stracchino, ma è stagionato quanto un taleggio. Bellissima crosticina, vagamente nocciola e perfino un po' tartufo, davvero da non credere (infatti per capacitarmente fino in fondo, bè, sacrificato senza ritegno anche sulle solite, semplicissime fettine di pera croccante, ehvabbè)! E per tutti gli halloween-isti d'Italia: dite cheeeeeeeeeeeese :-))).

Tortino di zucca e alici

Affettate la zucca ad uno spessore di circa 2 mm; affettate anche lo strachitunt e spezzettate i filetti di alici sott'olio; in una teglia da forno leggermente imburrata, alternate fettine di zucca, fettine di formaggio e pezzetti di alici; continuate così fino ad esaurire gli ingredienti, terminando con dei fiocchetti di burro ed una spolverata di pepe nero; infornate a 180° per 40 minuti o comunque finché la superficie del tortino risulterà perfettamente dorata.

English, please!!!

Pumpkin pie with anchovies

Slice the squash to a thickness of about 2 mm, slice the cheese and even chopped anchovies fillets (in oil); in a slightly greased baking sheet, alternating slices of pumpkin, cheese and pieces of anchovies; continue as long as supplies the ingredients, ending with flakes of butter and a sprinkling of black pepper; bake at 180 degrees for 40 minutes or until the surface of the pie anyway will perfectly golden.

giovedì 23 luglio 2009

Sformato di pasta, provola e melanzane

Mi stavo chiedendo... nel caso propinassi ancora una ricetta della (mia) mamy, non è che qualcuno, lì, se la legherebbe anche un po' al dito? :-) Bene, allora tutti d'accordo... vado direttamente al sodo (che poi è, senza dubbio, lo stile inconfondibile della mamy: cucina di sostanza, sissì) anche perchè mi ritroverei, per giunta, impossibilitata a scrivere la consueta ricettina dettagliata (tot questo, tot quello), bè sì, di Precy in famiglia ce n'è una (come lei non c'è nessuna... e direi, meno male!). Mai che abbia avuto l'onore di ricevere dosi, pesi e misure dalla mia progenitrice! In compenso, una quantità di profumi da imprinting indelebile, sapori che ti riempiono il cuore (poi, come farà senza la bilancia digitale, boh) e qualche gesto sapiente rubato qua e là (dalla sottoscritta), per cui... facciamo che ci provo:

lavate ed asciugate le melanzane (scegliete, preferibilmente, quelle del tipo tondo), spuntatele, affettatele ad uno spessore di circa 3 mm e, se ne avete la possibilità, lasciatele asciugare al sole per circa un'ora (stà storia del sole è diventata un tormentone, me ne rendo conto). Quindi, infarinatele (in questo modo assorbiranno meno olio in frittura e, soprattutto, avranno una consistenza finale più cremosa , legado meglio con tutti gli altri ingredienti) e friggetele, poche per volte, in olio extrvergine d'oliva ben caldo. Scolatele ed asciugatele su carta assorbente da cucina. Lessate la pasta, preferibilmente ziti di Gragnano non rigati (la morte loro!), scolatela al dente e conditela con della salsa al pomodoro preparata con della buona polpa di pomodoro, aglio, olio extravergine d'oliva, sale, pepe, basilico, parmigiano grattugiato ed un pizzico di cacao amaro (aiuterà a bilanciare l'eventuale acidità del pomodoro e della melanzana). In una pirofila da forno, alternate strati di pasta, provola affumicata a pezzetti e fette di melanzane fritte. Terminate con una generosa spolverata di parmigiano e passate in forno caldo a 180 gradi per circa 20 minuti. Lasciate intiepidire un po' prima di servire.

martedì 21 ottobre 2008

Pasta, zucca, funghi, taleggio...


Festeggiamooo, mi hanno attivato la connessione (a proposito, grazie fastweb)!!! Quindi eccomi qui, il primo post direttamente dal mio bell' angolino multimediale nuovo nuovo: il portapenne storico, le ciotoline con indispensabilissimi oggettini di cartoleria, la solita pila di libri e riviste, ok, c' è tutto!!! Ah, c'è anche Fiocco ovviamente... e non si può proprio lamentare visto che approfitta del divano posizionato qui alla mia destra... e se la dorme beata tra un guizzo d' orecchie e l' altro... che ancora deve abituarsi ai nuovi rumori e capire che non c' è da sfondare la porta ogni volta che la nostra vicina rientra, c' ha pure un' età poverina (la vicina intendo)!!! Ma non vi ho ancora detto niente della casa, giusto?! Dunque, io sarei all' inizio di Settecamini, sulla Tiburtina... più che altro per non allontanarci troppo dal lavoro del maritozzo e, soprattutto, per sistemarci tutti insieme allegramente... che se stavamo ancora un po' a cercare la casa dei sogni, festeggiamo le nozze d'argento! Casetta carina, anche grande volendo, c' è il terrazzo... però però, se contiamo il fatto che svegliarsi con lo strombazzamento delle auto in coda non è che sia proprio il massimo (siiiiiii, lo so che non sto più sull' isoletta), poi il fatto di essere al quarto piano senza ascensore... normalmente andrebbe anche bene (risparmio la palestra), ma quando rientri e t' accorgi che hai scordato il latte, ehbbè! Poi ci metterei anche un tantino di desolazione circostante... però c' ho la parrucchiera sotto casa... insomma, per non tirarla troppo per le lunghe, si, stiamo già cercando dell' altro!!! Ma veniamo al piatto che è meglio, allora, come lo chiamiamo? Pasticcio inaugurativo, preparato nella nuova cucina, per la prima cenetta (con ospiti), nella nuova casa... che tra poco sarà già vecchia? Uhm, un tantino lungo mi sa...

Maccheroncini al forno con zucca, funghi e crema di taleggio
per 4 persone

320 gr di maccheroncini
300 gr di zucca mantovana
200 gr di funghi (pleurotus)
250 gr di taleggio
4 cucchiai di Parmigiano (grattugiato)
1 spicchio d' aglio
4 cucchiai d' olio extravergine d' oliva
1 pizzico di noce moscata
1 ciuffo di prezzemolo
q.b. di sale, olio, burro

In un ampio tegame, scaldare l' olio e rosolarvi l'aglio. Eliminarlo non appena diventa biondo ed aggiungere i funghi. Saltarli a fiamma vivace ed unire, quindi, anche la zucca sbucciata e tagliata in piccoli tocchetti. Insaporire velocemente il tutto, aggiungere una tazzina d' acqua e portare a cottura. Quando la zucca risulterà sufficientemente morbida, salare, pepare e, con l'aiuto di un mixer ad immersione, frullare il tutto (mettendo da parte qualche fungo intero) in modo da ottenere una purea. Incorporare il Parmigiano e la noce moscata. Lessare la pasta in acqua bollente salata, scolarla piuttosto al dente (cuocere per la metà del tempo indicato sulla confezione) e passarla nel tegame con la purea di zucca e mantecare a fiamma spenta con la metà del taleggio tagliato a cubetti. Versare il tutto in uno stampo imburrato, posizionare i funghi interi sulla superficie, coprire con il taleggio rimasto (sempre tagliato a cubetti), sigillare lo stampo con un foglio di carta argentata e cuocere a 180 gradi per 20-30 minuti. Eventualmente, dopo la cottura, decorare con un ciuffo di prezzemolo fritto.


lunedì 6 ottobre 2008

Timballo di riso, una storia d' amore


Piuttosto inappetente, irrimediabilmente persa in un mondo tutto suo: un mondo di storie inventate, ricamate, riprodotte... una testolina bisognosa di 1001 giravolte, piiiccola Precy! Il mio incubo da bambina? Io, costretta sulla sedia della cucina, cucchiaio alla mano, noiosissimo cibo davanti... quando lì, nell' altra stanza, avrei avuto tutto il mio bellissimo mondo da animare, mamma ti prego!!! Al massimo, ma proprio al massimo, avrei potuto cedere per un panino alla Heidi, la fascinosa pagnottina con i tagli obliqui... si, poi ci sarebbe anche tutta la parentesi del piccolo mugnaio bianco... cibo versione gioco, altrimenti non se ne faceva niente! E fu così che, in uno degli innumerevoli pomeriggi trascorsi a giocare in riva al mare... i secchielli, le palette e tutto quell' estenuante scava, riempi, compatta bene, capovolgi, sfila lentamente il secchiello, brividino che corre lungo la schiena, che fa il castello, crolla o sta su... insomma, fu proprio lì che mia madre trovò l'ispirazione: dai, raccogliamo i giochini che è tardi, devo cucinare... stasera mangiamo nei secchielli!!! E intanto, se la rideva sotto i baffi mentre io, basita, continuavo a guardarla con la faccia a forma di punto interrogativo! Una cosa era certa, non vedevo l'ora di tornare a casa e... cenare!!! Ebbene, nell' irresistibile secchiello di alluminio (quelli della foto sono gli stessi da circa vent' anni), c' era (... e c'è ancora) un delizioso timballotto di riso e piselli: salsina tendente all' arancio, crosticina bruciacchiata che una volta non faceva assolutamente male, note formaggiose e filanti, cubetti di salumi golosi, uno spasso... posso averne un altro??? La cena "al secchiello"... e chi se la scorda più!!!

Timballetti di riso e piselli

Facciamo così: se volete farli gourmet, riferitevi al ben noto sartù di riso napoletano! Se, invece, siete stati colti da una sorta di golosità infantile e v' ispira esattamente quello che mangiavo io da bambina (...vero che v' ispira?!) procedete in questo modo:

- scegliete dei pisellini, fini e dolci, lessateli in acqua bollente e salata fino ad ammorbidirli;
- lessate anche del riso e scolatelo piuttosto al dente;
- in un' ampia padella, scaldate un filo d' olio extravergine d'oliva, rosolatevi velocemente uno spicchio d' aglio ed una manciata di cubetti di prosciutto cotto oppure di salame, preferibilmente milanese (...che ai bambini piace molto di più);
- eliminate l'aglio, unite anche i pisellini scolati e lasciate insaporire il tutto;
- aggiungete della passata di pomodoro (per la quantità, tenete presente che il composto finale dovrà risultare decisamente cremoso altrimenti, in forno, finirebbe per seccare troppo) e cuocete per circa dieci-quindici minuti, unendo anche uno o due cucchiai di panna fresca;
- a fine cottura, salate (senza esagerare), macinate eventualmente un po' di pepe (... che ormai siamo diventati grandi!) ed unite del basilico fresco spezzettato con le mani;
- a fiamma spenta, incorporate il riso, spargete abbondante parmigiano grattuggiato, una manciata di tocchetti di formaggio a scelta, sul genere mozzarella, ma anche caciottina o giù di lì (... e dillo che la mamma usava il galbanino, accidenti!!!), con qualche spruzzo di pangrattato;
- amalgamate bene e suddividete il tutto negli stampini monoporzione, già imburrati e cosparsi di pangrattato (è necessario se non volete che il castello di sabbia si rompa... noi bambini, comunque, mangiavamo direttamente dal secchiello, ovvio!!!);
- terminate con del parmigiano grattuggiato, poco pangrattato, un fiocchetto di burro, infornate a 180 gradi per circa 20 minuti (qualche minuto di grill finale per l' effetto crosticina) e... preparate la paletta, si mangiaaa!!!

Racconto e ricetta partecipano al concorso "Vi regalo una storia d' amore" !!!