mercoledì 11 novembre 2009

Uhm, spuntino?! :-)

Crunch, crunch... crunch, ops, scusate! Va bene che, vista l'ora, dovrei piuttosto offrirvi un buon pranzo corroborante, solo che sarei un attimo presa da stò sgranocchio che non m'aspettavo (di quelli che generano dipendenza e che meno male che il sacchetto è in versione mignon, etc etc). Vabbè va, cronaca di una mezza mattinata mica tanto preannunciata: incontro di lavoro (uhm!) in quel di Termini (dove arrivano e partono i treni, individuata la zona? :-)), io, la reflex ed il bigliettino con su scritto il nome del contatto del giorno, lì a girare nervosamente alla ricerca... del nostro incontro di lavoro, appunto. Toh, ma guarda là che matti: mucchietto di avventori a diri poco ingolositi, facciamo pure affamati. A fare da calamita, un mini stand con questa sorta di sgranocchio-take-away, ovviamente agggratis (da lì l'immancabile mucchietto di gente)... e vuoi vedere che il mio incontro di lavoro ed il mini stand sono pure la stessa persona?! Bene, ovviamente vi risparmio i tediosi dettagli (più e meno tecnici), focus invece sulle svariate bustine di sgranocchio-snack ricevute in felice omaggio (e a chi dice che fare il foodblogger non dà da mangiare, prrrr). Poi bè, sulla via del ritorno - in pratica è da allora che non la smetto di sgranocchiare - scorsa veloce alla lista degli ingredienti (e sennò mica vi facevo il post, ma scusate un po'?!), tout court, se pò fa! Da tener presente per eventuali spuntini da vuoto-di-stomaco-improvviso, chiaramente in mancanza di opportuni snack-ini versione home made (ihihih) e tanto si doveva ad onor di cronaca (hai visto mai che mi tenevo la cosa tutta per me, tse). E abbiamo fatto. :-)

martedì 10 novembre 2009

Torta di mele con le briciole


Mi piacciono questi post un po' improvvisi, quasi dei comunicati ansa diffusi alle ore più disparate, una sorta di notizi-ona mangereccia dell'ultim'ora che altrimenti, bè, com'è che facevamo ad arrivare alla cena?! Tra le righe, tutta l'emozione del momento, un vero e proprio post a caldo insomma. Sottotitolo di oggi: cotta e mangiata, nel senso che l'idea giungerebbe dall'omonimo programma in onda, boh, su italia1 (?) ed ancor prima del sottitolo stesso, una doverosa premessa per rendere a pieno la dimensione. E cioè, la questione che qui, bene o male, dobbiamo inventarci una ricettina al giorno, come se da ciò dipendessero addirittura le sorti dell'intera umanità (vabbè, facciamo quelle della parte golosa). Poi, molto preferibilmente, questa sorta di pillola quotidiana dovrebbe recare anche un non so che d'originale, una nota particolare, il connotato che non t'aspetti, se non altro per non rischiare di perdersi nel mare di tutto ciò che è già stato visto e stra-visto. Detto questo, possiamo fare persino di peggio, nel senso che all'ennesima torta di mele (che già la mamma, la nonna, la zia...), eheheh, pur di uscirne vivi, andiamo a cercarci la chicca simpatica, il dettaglio che ci legherà a filo doppio a questa torta che "vi prego provatela perchè davvero è, in assoluto, la migliore torta mai preparata, assaggiata, etc etc". Quanto appena descritto era, in sintesi, la situazione cerebro-emozionale del foodblogger (e non c'è da stare allegri, lo so). E come se non bastassimo ampiamente a noi stessi, aggiungiamoci pure il contributo delle varie mamme, amiche, insomma, per farla breve: mi chiama la mia mamy, mi descrive questa torta di mele appena passata sul programma di prima, intrigantissima, con una sorta di pasta frolla in briciole (ed io dove l'avevo già sentita stà cosa? :-)), mamma che ovviamente non ci pensa affatto a segnare le dosi perchè, comunque, generazioni fatte così e, quindi, la sottoscritta che si dà alla consueta panoramica mentale, un velocissimo 1+1+1.. dove il primo 1 starebbe per tarte tatin, la famosissima simil-crostata francese capovolta (per cui le mele restano morbidissime, profumate all'inverosimile), il secondo 1 starebbe invece per crumble, ovvero le briciole carinissime, oltre che deliziose, da spargere sulla manciata di frutta fresca di turno; al terzo 1, bè, m'è venuta in mente la base del cheese-cake, quella che pur non avendo uova si compatta alla perfezione (e questo qui è, da sempre, il mio incubo più ricorrente: la fetta di torta che ti si sgretola intorno alla palettina, brrrr) e così, in un modo o nell'altro, alla fine... abbiamo fatto!

P.S. la ricetta originale - che poi è un crumble meno slegato, più crostata insomma - la trovate in alto, come link al nome del programma; io bè, ormai avevo già cotto e pure mangiato (ooppss), per cui mi sa che tengo in caldo per il prossimo giro ;-)

Torta di mele con le briciole

200 g di farina 00
200 g di nocciole spellate e tostate
100 g di zucchero di canna
100 g di burro morbido
1 presa di cannella
1 bacca di vaniglia
6 mele annurche (dovrete creare un doppio strato di mele)
zucchero a velo

Con la punta delle dite oppure utilizzando un mixer da cucina, amalgamare velocemente la farina, le nocciole (dovranno risultare tritate grossolanamente), lo zucchero, il burro tagliato a dadino, la polpa interna della bacca di vaniglia ed il sale: otterrete delle briciole slegate, non esagerate ad impastare perchè il risultato dovrà essere esattamente questo. Foderate con carta da forno uno stampo da 24 cm di diametro. Sistemate sul fondo le mele, sbucciate, private del torsolo e dei semini e tagliate a fette non troppo sottili. Coprite con le briciole e compattate con il palmo della mano in modo da ricoprire bene il tutto. Cuocete in forno già caldo a 180 gradi per 30 minuti. Quindi estraete, lasciate intiepidire e sformate delicatamente. Servite a temperatra ambiente (meglio se il giorno dopo).

English, please!!!

Apple pie with crumbs

200 g flour 00
200 g peeled and roasted hazelnuts
100 g of sugar cane
100 g soft butter
1 pinch cinnamon
1 vanilla bean
6 apples (you have to create a double layer of apples)

icing sugar

With the point of saying or using a kitchen mixer, mix the flour quickly, hazelnuts (should be coarsely chopped), sugar, butter cut into cubes, the inner pulp of the vanilla bean and salt: the crumbs will get disconnected not exaggerated to mix because the result will be exactly that. Lined with paper baking mold by 24 cm in diameter. Arrange the bottom apples, peeled, cored and seeds and cut into slices. Cover with crumbs and compacted with the palm of your hand to cover thoroughly. Bake in preheated oven at 180 degrees for 30 minutes. Then extract, let cool and gently deformed.

lunedì 9 novembre 2009

Brioche allo yogurt


Eccolo qua, aggiornamento pomeridiano (e lo so che a stò punto non ve l'aspettavate proprio più, nemmeno io se è per questo)! Diciamo che la cosa è anche un tantino dovuta, più che altro per rendere merito alla colazione del weekend, ehm sì appunto, quella stessa colazione che dovevamo necessariamente sbandierare sul solito socialnetwork... lontani i tempi in cui potevamo starcene nella privacy delle quattro pareti domestiche :-))). Per cui sì, lanciato l'amo (da parte mia), diciamo che ne è derivata un po' di curiosità/acquolina, della serie "mi dici come l'hai fatta, daaai, ma che ricetta è?". E quindi eccoci qui, meravigliosa ricetta di Adriano e, per oggi, mi solleverei dall'onere della solita scheda-ricetta e vi rimanderei esattamente qui (che tanto c'avete da studià per bene come impastare, piegare, ripiegare, etc etc). Quanto alle voci di corridoio, pareri unanimi: una brioche dall'animo tutto sommato leggero, preparata con poco, pochissimo burro (anche niente eventualmente, vedere ricetta che è meglio), promosso a pieni voti quest'inaspettatissimo yogurt magro (eh, insapettatissimo quasi quanto il post del pomeriggio), per non parlare della consistenza finale che è, manco a dirlo, so-ffi-ci-ssi-ma (all'uopo, vivamente consigliata una riscaldatina un attimo prima di addentare, giusto per re-ammorbidire i grassi e, così, tutto il resto). Ah poi, bè sì, paradosso dei paradossi: quello che s'era risparmiato in fatto di burro, niente paura, ampiamente recuperato a suon di generose cucchiaiate di crema al cacao firmata Guido Gobino: a proposito, leggendo bene l'etichetta, dettaglio più, dettaglio meno, mi sentirei davvero di nominarla pregiatissima versione D.O.P. (altamente gourmand) dell'altra, stranota cremina di colore scuro, golosa, pericolissima in caso di umore altalenante (ok donne, ci siamo capite?!). Fatto, passo e chiudo :-)


P.S. brioche farcita (come la mia, appunto)? Stendere l'impasto lievitato ad uno spessore di circa 3 mm, in modo da formare un rettangolo. Spalmare con la crema desiderata, arrotolare ben stretto sul lato più lungo, sigillare bene le due estremità ed attorcigliare come per formare un doppio otto, tutto chiaro? :-)

English, please!!!

Brioche with yogurt

500g flour W 300
(alternatively: Manitoba for non-professional cut with 50% flour 0 for pizza)
100g milk
150g low-fat yogurt
2 eggs + 1 egg yolk
100g sugar
60g melted butter (optional)
1 tablespoon honey
12g fresh yeast
7g salt
6g isinglass (optional)
2 tablespoons rum
Grated zest of 1 lemon and ½ orange
Egg white and apricot jelly for Brush

Dissolve 1 teaspoon of honey, baking powder and zest of ½ lemon in the milk warmed join 90gr flour. Mix and heat until puffy (about 90 '). Mix the zest with remaining yogurt. Combine the eggs, yolk, half the sugar and flour so than it is enough to restring with the leaf. Add the yogurt in 3 times (possibly thickened with gelatin, if an alternative to butter), along with the rest of the sugar and flour, which included gradually. The honey will be added eventually, along with salt (possibly before the butter, added slowly). Strung, after a string and add the rum mixture is still some minutes. Mount the hook and knead at vel. 1.5, reversing a couple of times, until we get a mass of shiny, supple and well bound. Cover and moved to 26 °, until doubled (about 90 '). Inverted on floured pastry board, let's take a tour of the folds of type 2, without squeezing, and cover at bell. After 15', portions into 70g pieces (I prefer to make only one, big brioche) and wrap ball format or as we like more. Polish with egg white, cover and allow to double to 28 °. Polish yet, cut with scissors, the shapes are not intertwined, creating grooves. and bake at 170 degrees for approx. 12 '. Be careful not to break the ideal cooking, which should be left young, not to affect the softness. Out of the oven, brushed generously with gelatin, partially filling the grooves.

venerdì 6 novembre 2009

Pizza grigliata


Ed ecco come starebbero veramente le cose: i post bellini, quelli con tutte le chicche di riferimento, i link, le filologie dotte (ah sì?), in una parola, i post lunghi, lunghissimi (a capire che la quantità non è affatto indice di qualità, ma comunque), ecco, solitamente li preparo con tutta calma - un po' come se stessi scrivendo l'ennesimo capitolo del mio idealissimo libro - uhm vediamo, appena dopo pranzo, subito prima di cena (il cibo che continua a scandire le mie giornate, paradossale? mica tanto), in pratica mi ci dedico nei famosi tempi morti, quelli in cui non si è in altre faccende affacendati. E poi l'avevamo anche fatto presente, scriviamo in tutta tranquillità e, puff, programmiamo l'apparizione del post (quasi sempre) alle sei del mattino seguente... così finisce che sembro precisina sul serio :-). Bene, tutta questa ricca e controversa menata per dire che, la giornata di ieri, è praticamente volata tra (chiacchiere e progetti fantasiosi sulla questione) panettoni, pandori and co. A proposito, esultiamo perchè le idee fantasiose sarebbero allegramente andate in porto ed esultiamo/bis perchè, a breve, vi spiffero tutto, ma proprio tutto (della serie: stay tunes, save the date, etc etc). E quindi eccoci qui, nessun post già pronto da pubblicare, un po' di corsa visto che le idee fantasiose di cui prima dovranno pur prendere consistenza, in un modo o nell'altro, ma giusto per non lasciarvi a bocca asciutta, ennesima idea pizzosa firmata Donna Hay. Attinta senza ritegno dall'amica cavoletta (che se non ci fosse bisognerebbe inventarla, etc etc) e come recita il titolo: pizza grigliata! L'impasto è sempre lo stesso, quello che preparate fin dalla notte dei tempi con la ricetta della mamma, della nonna, dell'amico pizzaiolo (avete un amico pizzaiolo che vi spiffera i suoi preziosi trucchetti?), poi bè, nel caso, date anche un'occhiata qui. Per la cottura, niente forni e niente inganni, porzionate l'impasto lievitato, stendete in uno strato piuttosto sottile, ungete leggermente e lanciate sulla piastra ben calda. Voilà. Appena il tempo di formare la crosticina (l'interno rimane piacevolmente morbido), hop, girate sull'altro lato ed è davvero tutto qui la storia. Il risultato è roba sfiziosissima, veloce e pratica, perfetta per una serata tipo pizza-party e, guarda caso, domani è pure sabato! Un po' pane arabo, ma anche un po' tigella modenese. Quanto alla farcitura, ovviamente a totale discrezione dei commensali: nel mio caso, bieta ripassata in padella con aglio, olio e peperoncino, cubetti di provola affumicata pugliese (giusto per non ricadere nella solita produzione campana, un po'ridondante no?!), qualche fettina di lonza e abbiamo fatto. Buon weekend!

English, please

Grilled pizza by Donna Hay: the recipe is here.