venerdì 27 novembre 2009

Crostone di polenta, con uova e tartufo

Più scontati dei saldi del dopo-befana, addirittura più metodici della signora Rottenmeier in persona, signori e signori, è venerdì! Per cui vai di consiglio flash per la famosa pizza del sabato sera, con o senza amici. Che poi, bè, a voler proprio puntualizzare, basterebbe scaricarsi il pdf pizzoso qui a lato e avreste fatto, ma dobbiamo pur far finta di lavorare no?! E quindi, nella fattispecie, una sorta di non-pizza, più che altro uno strato di polenta piuttosto spesso, lasciato rassodare per un po' di ore, porzionato nella maniera che più v'aggrada e poi farcito - e lì vi volevo - a mò di pizza! Diciamo con quel che vi passa il mercato vicino casa, insomma, fate un po' voi (ok ok, nel mio caso: spinaci ripassati in padella con aglio, olio e pepe nero, uova da lasciar rapprendere direttamente in forno, tartufo e scaglie di pecorino all'uscita dal forno). Riflessione: valeva davvero la pena scrivere stò post (ma tanto, il bello è che alla fine decido comunque io no?! lol)? Ecco, non foss'altro per dare anche un po' di continuità a certe cose appena-appena accennate che poi, si sa, lì per lì tutto bene, ma quando ve le fanno pure vedere, meglio no?! Buon weekend a tuttiiii :))

giovedì 26 novembre 2009

Pâte brisée au vin, con pesto e lonza (di Paolo Parisi)


E traducendo al volo al volo, pasta brisée al vino. Scovata per puro caso tra le pagine di un blog di dichiarata fede vegana (e che ci facevo poi da quelle parti? boh) per cui, manco a dirlo, niente uova, niente burro e, statene pur certi, assolutamente niente margarina. In realtà, proprio quest'ultima poteva perfino starci, solo che - come si dice - vegano è bene, non nocivo alla salute è pure meglio (si dice così, no?!). A parte questo e, soprattutto, placati i primi, incontenibili entusiasmi (cavolo però, ma quant'è sana stà ricetta! come se non bastasse, impasti e stendi in un attimo e senza nemmeno star lì a rimpiangere quel santo rotolo di pasta sfoglia pronta..), dicevamo, dopo i primi gridolini adolescenziali, c'è venuto in mente che stà cosa qui, in effetti, aveva un non so che di familiare:-). Burro contro olio quindi, a voi la scelta, signore e signori! E nel caso dovesse servire una velocissima idea per la farcitura: un velo di pesto, qualche fettina di lonza (che, davvero, non presentiamo nemmeno più), una grattatina di pecorino e avete fatto.

Per la pasta brisée al vino: 300 g di farina 0, 80 g di olio d'oliva, 120 grdi vino bianco secco (oppure spumante), 1 cucchiaino di sale fino. Impastate tutto fino ad ottenere una massa liscia ed elastica. Stendere molto sottile, farcire a proprio gusto ed infornare a 180 gradi per 30-40 minuti.

English, please!!!

For wine pastry: 300 g of flour 0, 80 g of olive oil, 120 grdi dry white wine (or sparkling), 1 teaspoon of salt. Mix everything until you get a smooth and elastic dough. Roll out very thin, stuffed to taste and bake at 180 degrees for 30-40 minutes.

mercoledì 25 novembre 2009

Torta-biscotto ai pinoli

Uhm, abbiamo saltato l'appuntamento (con il dolce) del lunedì o sbaglio?! Ok ok, rimediamo subito: rapita spulciata in archivio (ultimamente, troppi panettoni che mi passano davanti agli occhi ed i panettoni, si sa, lasciano il segno! Poi ci sarebbe pur sempre la festa, gli inviti e tutti gli invitati, insomma, davvero poca fantasia residua per pensare di lanciarsi in cene originali da ascrivere negli annali del blog, ecco). E quindi, eravamo rimasti al nostro archivio: in effetti, mi sarei ricordata di questo goloso dolcetto dagli strani natali, tipo che la ricetta arriva da un improbabilissimo ricettario francofono (souvenir delle vacanze, sissì), con tanto di dicitura "brownies" a fare molto meschinamente da esca! Come si noterà dalla foto, stò cosetto qui, di brown ha veramente poco o nulla (e ci credo! ridurre il cioccolato in pezzetti grandi quanto una nocciola per unirlo, poi, all'impasto... mi sa che non ci vuole un genio per intuire che, quei pezzetti lì, non si sarebbero sciolti nemmeno in un'altra vita). Ma resta che ci siamo lanciati ugualmente, nella ricetta intendo. E come spesso accade, va bene che il cioccolato non s'è sciolto (e che quindi, non ha affatto colorato il dolcetto di... brown), va bene che, appunto, non è un brownies e che, quindi, come minimo, dovevamo pure trovargli un altro nome... anzi, a proposito: torta-biscotto, ma in realtà non ha niente a che fare con la pasta-biscuit utilizzata per i rotoli di simil-pandispagna (simil-girelle, tronchetti di natale, etc etc). Uhm, qui biscotto perchè è un po' come mangiare dei grossi pezzi di pasta frolla. Sbriciolosissima, profumata di burro e quindi... va bene che non è andata esattamente come recitava la carta, ma a stò punto, dico io... :))

Torta-biscotto ai pinoli

120 g di burro a temperatura ambiente
60 g di cioccolato fondente
2 uova (100 g)
220 g di zucchero
140 g di farina 00
50 g di pinoli

Lavorare le uova con lo zucchero ed il burro. Tagliare il cioccolato in pezzi grandi quanto una nocciola. Incorporare la farina al composto di uova ed aggiungere, infine, il cioccolato ed i pinoli. Imburrare ed infarinare uno stampo quadrato con il lato di circa 20 cm. Riempirlo con l'impasto e cuocere a 180 gradi per circa mezz'ora (i bordi e la superficie dovranno risultare perfettamente dorati.

English, please!!!

Biscuit cake with pine nuts

120 g butter at room temperature
60 g dark chocolate
2 eggs (100 g)
220 g sugar
140 g flour 00
50 g pine nuts

Working up the eggs with the sugar and butter. Cut the chocolate into pieces the size of a hazelnut. Stir in the flour and add to egg mixture, finally, chocolate and pine nuts. Grease and flour a square mold with the side about 20 cm. Fill it with the dough and bake at 180 degrees for about half an hour (the edges and the surface must be perfectly golden).

martedì 24 novembre 2009

Polpette di sgombro, con mandorle e arancia


Versione mignon e quindi, manco a dirlo, è finger-food! Soprattutto (potrebbe essere) un'idea-aperitivo di quelle decisamente stuzzicanti (una tira l'altra, oltretutto parliamo di un boccone e via, prepararne in quantità industriali sissì), sorprendentemente economica (interessa la cosa?!), semplicissima da realizzare (che in fin dei conti, sò pur sempre polpette) e, se vogliamo, anche un filo più originali dei soliti rotolini di salmone e philadelphia, uhm, delle code di gambero panate e fritte... insomma, cos'è che spiluccano i vostri ospiti intanto che siete lì, alle prese con i vari spaghetti-alle-vongole & co? Nel caso non si fosse ancora capito, parliamo della cena della vigilia (e che la Precy vi stia diventando un filo metodica e previdente, no eh?!). Piccole sfere dalla crosticina croccante e tassativamente fritta (posso provare a cuocerle in forno? grrr), profumatissime, voluttuosamente ammiccanti in direzione Sicilia e giustappunto: a parte le mandorle utilizzate per caratterizzare la panatura, della buccia d'arancia che ammorbidisce in parte il sapore marcato di questo pesciolino troppo spesso snobbato dai più. Poco pecorino, ma quel tanto che basta ad addolcire l'impasto, insomma, piccole note di questo piuttosto che di quell'altro per un qualcosa che... mammaaaaaaaa, ma di preciso, cos'è che avevi pensato per l'aperitivo della vigilia? :))

Polpette di sgombro, con mandorle e arancia
per circa 18 polpettine

300 gr di polpa di sgombro
1 uovo piccolo
1 fettina di pane (solo la mollica)
5 cucchiai di latte
1 arancia non trattata
2 cucchiai di pecorino grattugiato
1 cucchiaio di timo fresco spezzettato
1 manciata di mandorle spellate
pane grattugiato
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

In una ciotola, mettete a bagno il pane con il latte: lasciatelo ammorbidire per circa dieci minuti. Quindi, senza strizzarlo, sbriciolatelo ed unite (nella stessa ciotola) l'uovo leggermente sbattuto, la polpa di sgombro tritata al coltello, la buccia d'arancia grattugiata, il formaggio ed il timo. Amalgamate bene il tutto e, nel caso, ammorbidite ulteriormente con poco latte aggiuntivo. Condite con sale e pepe. Formate delle polpettine grandi quanto una noce e rotolatele in un misto di pane grattugiato e mandorle tritate grossolanamente. Friggete in olio caldo, scolate quando la superficie risulta perfettamente dorata e tamponate velocemente su carta assorbente da cucina. Servite immediatamente.

English, please!!!

Mackerel meatballs with almonds and orange
for about 18 meatballs

300 grams of chopped mackerel
1 small egg
1 slice of bread (crumb only)
5 tablespoons milk
1 orange untreated
2 tablespoons grated pecorino
1 tablespoon chopped thyme
1 handful of blanched almonds
breadcrumbs
extra virgin olive oil
salt and pepper

In a bowl, place the soaked bread with the milk, let it soften for about ten minutes. So, without wringing, crumble and united in the same bowl the egg slightly beaten, the mackerel chopped by the knife, grated orange peel, cheese and thyme. Mix well and, if appropriate, further softened with a little extra milk. Season with salt and pepper. Form into balls the size of a walnut and roll into a mixture of bread crumbs and chopped almonds coarsely. Fry in the hot oil, drain when the surface is perfectly golden and buffered quickly on absorbent paper towels. Serve immediately.