mercoledì 8 aprile 2009

Asparagi ed uova in cocotte


Più classico di così! Piattino semplicissimo, estremamente consolatorio. Primaverile, velocissimo da preparare... ma per quanto mi riguarda, resterà nella storia come il piatto della scossa! Quella delle 19h40 di ieri! Precy sul balcone, intenta ad immortalare la sua piccola cocotte (bellissima la luce a quell'ora!!!) ed improvvisamente... s'è iniziato a vacillare! Di nuovo! In 31 anni di vita, è la prima volta che percepisco nettamente il terremoto! La terra che trema, anzi, ondeggia... soprattutto, è la prima volta che percepisco nettamente la-sensazione-da-terremoto. Quella che ognuno di noi avrà sentito raccontare almeno una volta dai genitori, dai nonni... quel terribile, infinito senso d'impotenza! Te ne stai lì, conti i secondi... augurandoti che finisca presto! Poi finalmente finisce e la giornata prosegue, riprendi a fare esattamente quello che stavi facendo prima... prima che ti sentissi mancare la terra sotti i piedi... una stranissima inquietudine interiore t'accompagnerà per il resto della giornata, ma domani è un altro giorno. E va bene così. Fortunati!


Asparagi ed uova in cocotte

asparagi
uova
burro
pangrattato
sale e pepe

Pulire gli asparagi: eliminare la parte finale più chiara, raschiare delicatamente il gambo con un pelapatate (così da eliminare la parte più fibrosa) e lavarli accuratamente sotto l'acqua corrente. Raggrupparli a fascio, legarli con dello spago da cucina ed immergerli verticalmente in acqua bollente salata (le punte devono restare fuori dall'acqua). Cuocere per circa 15 minuti o, comunque, finchè i gambi non risulteranno abbastanza teneri. Scolarli, raffreddarli sotto acqua corrente molto fredda (per fissare il colore! eventualmente, immergerli in una bacinella con acqua e cubetti di ghiaccio) e suddividerli, quindi, nelle cocotte (oppure in un'unica, grande pirofila), imburrate e cosparse di pangrattato. Accavallare leggermente gli asparagi l'uno con l'altro, magari alternandone il verso e formare un paio di strati sul fondo della cocotte. Sgusciare una o due uova all'interno delle cocotte, salare, pepare, ricoprire con fiocchetti di burro, una spolverata di pangrattato ed infornare per circa 10 minuti a 180 gradi. Ultimare con qualche minuto di grill per la crosticina e servire caldo con della focaccia da intingere nel tuorlo appena rappreso!

lunedì 6 aprile 2009

Vinitaly 2009



O meglio, Vinitaly 2009... visto con gli occhi di Precisina! Ci terrei a precisarlo, più che altro, per correttezza. Un dovere nei confronti di chi, di vino, se ne intende davvero. Da queste parti, invece, occhi (come sempre) molto curiosi, senza dubbio affascinati (e no che non sogghigno dietro i consigli dei sommelier! piuttosto mi riprometto, puntualmente, d'iscrivermi ad un corso. prima o poi)... ma, pur sempre, occhi che sbirciano il contesto-vino perchè... m'avrebbero spiegato che il cibo ci guadagna parecchio e, sorpresa delle sorprese, è esattamente così :-) ...sfortunatissimi gli amici che se ne intendono, il tipo dell'enoteca che quando mi vede arrivare... e allora non ce l'ho proprio fatta ad infilare presuntuosamente il naso nei calici di tutt'Italia (e non), fingendo di percepire sentori, carpire finali... ho troppo rispetto per chi lavora e che, magari, si sarebbe anche preso il tempo di spiegarmeli un po', stì benedetti sentori! E così, è finita che ho osservato tantissimo... detto tra noi, anche senza deglutire granchè! Per preservare quella doverosa lucidità mentale e fisica... venuta rapidamente a mancare in tutt'una serie di giovani avventori, in gita al tempio di Bacco... laddove si mangia e si beve gratis (ok, il biglietto d'ingresso, ma poi...)! Eppure, giurerei d'aver sentito dire che Vinitaly fosse (rigidamente) riservato agli operatori del settore (io però, di preciso, sarei foodblogger, posso entrare lo stesso? ma certo, si accomodi!)! Eh sì, mi sa tanto che l'onnipresente aria-di-crisi (ottimi vini d'annata, meravigliosamente degustati con crackers mulino-bianco spezzati in più parti: aria di crisi?) sia riuscita a far allentare le briglie persino lì... evvaiii, tutti dentro! Ma come dicevo, la sottoscritta era andata lì per curiosare, osservare l'approccio degli altri (che ne capiscono!)... una rapida scorsa alle bottiglie, ai calici, ai tappi, agli oggetti curiosi posti lì a fare da utilissimo corollario (se c'era dell'altro, perdonatemi, ma davvero non me ne sono accorta!)... e poi via! Di corsa dove mi portava il cuore: SOL ed Agrifood!!! Ovvero, le due realtà nettamente più mengerecce di tutto l'ambaradan. Ed è finita che, tra un cubetto di pane intriso d' olio palestinese (e golosamente ripassato in una manciata di timo... come suggeriva l'espositore, palestinese appunto), un angolo di Fiasconaro, una scaglietta di Millesimato, un assaggio di Paolo Parisi (dal vivo! graziegraziegrazie alla meravigliosa ospitalità della solita Esperya/Elisa!), un sorso di M'Anis (vino no, ma birra sì! rigorosamente italiana, grazie!), una briciola di Loison, magari al tè verde, fettine di salumi Crosare (buonissimo questo prosciutto crudo, delicatamente affumicato, davvero complimenti! ma signora, veramente quello lì sarebbe speck! cooosa?!), meravigliosi assaggi firmati Nazzarena Gambetti... ecco, è finita che me sò 'mbriacata lo stesso!!! :-)

giovedì 2 aprile 2009

Una colomba (artigianale) buona buona?


Poteva mai, la Precy, cercarsi una cineteca qualunque, per il noleggio di dvd e affini? Naaaa!!! Per noi altri, soltanto cineteche attrezzate, organizzatissime, fornitissime, con addetti ai lavori d'una gentilezza assolutamente fuori del comune... altrimenti non se ne fa nulla! Poi, nel caso avessero (anche) un ampio reparto-gastronomia annesso, bè, ancora meglio! Altro che popcorn e patatine! Ecco come l'hanno pensata (secondo me! ma magari sono un po' di parte!): ci sarà, nel mondo, qualcuno che (davanti alla tv, invece del popcorn) gradirebbe fettine di pizza dolce e salame di cinghiale, piuttosto che cubetti di montasio, appena-appena pucciati nella gelatina di Nebbiolo? Ma certo che c'è! E quindi, eccomi felice come una pasqua (oh, ci siamo quasi!), orgogliosa d'affermare che... sì, la mia cineteca è esattamente così! Il problema è che potrebbe capitare di dimenticare (proprio) il dvd... distratti dagli svariati articoletti golosi sparsi in giro :-) un esempio? La piccola colomba artigianale che, ieri sera, recavo tra le braccia al mio rientro a casa (niente dvd però!)... e non è stato affatto un acquisto casuale (vedere alla voce "cascasse il mondo, ho voglia di dolce"), quanto (piuttosto) una doverosa e sentitissima missione: ma quant'è difficile (ogni volta) trovare una colomba buona! Ma buona davvero (un po' come per i panettoni di natale)! Dove buona sta per: a lievitazione naturale (quindi morbidissima... se affondi un po' le dita, dopo, riprende lentamente la sua forma originaria... e certo che ho schiacciato, mica basta leggere le etichette). Poi, profumatissima (possibilmente d'arancio e non di vanillina). E già che ci siamo, anche un po' appiccicosa, con una glassa croccantissima, mandorlosa... e ho detto (anche) che la vorremmo al burro (vero!) e nessun grasso vegetale di dubbia fama?! L'avrei trovata(!!!)... per cui, nel caso qualcuno fosse troppo concentrato su pastiere, casatielli e pizze al formaggio e, almeno la colomba, gradirebbe trovarla già bella che svolazzante per la prima colazione - diciamo - da qui, fino a domenica prossima... eccovi serviti! E poi non dite che non sono buona... come una colomba Corsini :-)

Colombe Corsini da cinema&talenti
via luigi capuana, 182 - 00137 roma

tel. 06 86802222 - sempre aperto dalle 10:00 alle 22:30

per spedizioni: telefonare e chiedere di Gianluca, facendo presente che vi mando io :-)

E dopo la buona (e golosa) azione del giorno, scappo (felice) a mettere due cenci in borsa. E domani sarò esattamente qui... ci si aggiorna presto :-)

mercoledì 1 aprile 2009

Mai provata la pasta sfoglia in padella?


Triangolini. Farciti, fritti... somiglierebbero a qualcos'altro: magari, appena-appena un po', ai cuginetti nordafricani (marocchini... vedere alla voce briouats)? E quindi, questo qui di oggi, cosa sarebbe esattamente? Mossa strategica per farmi amare, oltre ogni umana decenza, da chi proprio non riesce a trovare la pasta brick (dei propri sogni/incubi)? Oppure, velato amarcord culinario di quando, la pasta brick (dei mie sogni/incubi), non la trovavo nemmeno a pagarla oro (e no che ad Ischia non ce l'avevano, manco sapevano cosa fosse)? Mah! Tutto quel che so è che, pur vivendo (finalmente) con Castroni dietro l'angolo (facciamo ad un quarto d'ora di metro), fingo d'esser stranamente sfornita di brick (lo faccio per voi eh?) e mi lancio in una sorta di surrogato, tra l'altro, sfacciatamente goloso: eccoli, i briouats di noi altri (dove, gli altri, sarebbero quelli che la pasta brick non la trovano, appunto, nemmeno a pagarla oro e quelli che, pigramente, preferiscono friggere la pasta sfoglia piuttosto che farsi un quarto d'ora in metro)! Ad ogni modo, per chi non lo sapesse, la pasta brick è molto più leggera/sottile della pasta sfoglia(non solo per la consistenza, praticamente impalpabile, ma anche per la famigerata conta dei grassi, non c'è proprio storia)... eppure, l'esperienza della sfoglia che sfrigola allegramente nell'olio caldo (come se di grassi non ne avesse avuti già abbastanza di suo), giuro, ha un non so che di divertente. Ed il non so che, per la precisione, riguarda soprattutto il risultato finale che non è sfoglioso come succede in forno, bensì sul morbido-andante, con una deliziosa crosticina esterna, dorata, croccante (e per niente unta!): involtino primavera... ma non troppo?

Quanto alla farcia, naturalmente, piena libertà di sperimentazione/riciclo. Nel mio caso, riciclo! Si fa per dire :-) trattasi di topinambur (ancora non mi spiego come ci si possa entusiasmare così tanto al momento dell'acquisto quando poi... mancava poco che finissero mummificati... ma stavo cercando la ricetta giusta!) e Castelmagno (dop, stagionato 5 mesi, aromaticissimo, insomma... vera e propria chicca per noi cheese-addict). Il formaggio è decisamente sapido, leggermente erborinato... secondo me, assolutamente perfetto per arrotondare stò topinambur che, diciamolo, sa decidamente di carciofo (da qui, l'utilizzo della menta)! E ci sarebbe anche un po' di pancetta, ma a dirla tutta... se ne poteva tranquillamente fare a meno. La cremina, invece, va sicuramente rifatta, magari per una pasta o giù di lì!

P.S. impossibile spiegare, anzi digitare (se almeno potessi gesticolare un po'...) la corretta chiusura del triangolino di sfoglia/brick (come fanno in Marocco, ecco), sperando persino d'esser capita. Per cui, se vi va, tutto il procedimento potete guardarlo (e riguardarlo) qui. Con tutta calma.


Triangoli di pasta sfoglia fritta,
con topinambur e Castelmagno

per 8 triangoli:
pasta sfoglia
olio di arachidi per friggere

per farcire :
5 topinambur di medie dimensioni (bolliti, sbucciati e ridotti in purea)
100 g di Castelmagno (grattuggiato grossolanamente)
4 foglioline di menta fresca, tritata
1 pizzico di fior di sale
pepe

Lavate accuratamente i topinambur (eventualmente, strofinando con uno spazzolino per eliminare residui di terriccio), asciugateli, sbucciateli e tuffateli in acqua bollente, leggermente salata. Lasciate cuocere per circa 15-20 minuti (dovranno risultare molto morbidi, provate a pungerli con un forchettone per verificarne la cottura). Scolateli e passateli, ancora caldi, allo schiacciapatate. In una terrina, grattugiate grossolanamente il Castelmagno ed unite la purea di topinambur, la menta tritata, il sale ed il pepe. Amalgamate con cura. Stendete la pasta sfoglia ad uno spessore di circa 2mm (se utilizzate quella fresca, già stesa, va già bene così) e ritagliatene 4 lunghi rettangoli. Ciascun rettangolo andrà, quindi, diviso in due parti. Posizionate una generosa cucchiaiata d'impasto sul bordo di ciascun rettangolino di pasta sfoglia e ripiegate in modo da formare un triangolo. Sigillate i bordi e friggete in olio caldo, pochi pezzi alla volta, un minuto scarso per lato. Asciugate su carta assorbente da cucina e servite immediatamente.