venerdì 27 febbraio 2009

La focaccia di Camille Le Foll. E l'uovo di Paolo Parisi.


Ancora le uova di Paolo Parisi! Ancora perchè... praticamente, è da quando le ho, qui, in frigo che continuo a sentirne parlare. Per quanto mi riguarda, ero a dir poco ansiosa (e curiosa) d'assaggiarle: e che saranno mai, alla fine... sono pur sempre uova! Ed è esattamente a questo punto che (di solito) parte la dissertazione sul 'non tutte le uova sono uguali' e, soprattutto, sul fatto che 'il prezzo di un prodotto (non sempre, ma spessissimo), ahimè, la dice lunga sulla qualità'. Ed è inevitabile! In ogni caso, vi ho sparso in giro un po' di link per cui, se vorrete approfondire, troverete tutto quanto c'è da sapere. Io sono troppo occupata a gioire visto che, finalmente, dopo le uova che mi regalava occasionalmente la nonna... quelle delle galline di sua cugina etc etc (giri vorticosi per riuscire a mangiare un ovetto buono!) e dopo una serie di tentativi con tanto di marchio bio (a volte mi sento un po' Babe che va in città!)... niente, quel gusto lì non riuscivo proprio a ritrovarlo. Il sapore dell'uovo. Fresco. Poi è arrivato Paolo Parisi ed il resto della storia potete immaginarlo da soli :-) sicuramente non le utilizzerò per farci dolci, tortini & co., le riserverò gelosamente per quelle occasioni in cui... va in scena l'uovo! Per esempio: avete mai mangiato un (buon) ovetto a colazione, rassodato, ma non troppo (il tuorlo deve restare vagamente liquido), con sopra un pizzico di fior di sale ed un ricciolo di burro (Occelli, ci risiamo coi vizi, lo so)? Io no!!! A colazione, non riuscirei davvero a farcela... diciamo che è più roba da tedeschi ecco :-) però mi son tenuta l'idea per dei pranzetti frugali, magari con una buona insalatina fresca! Invece, per tutti voi... rullo di tamburi (che stia diventando un filino plateale)... siamo andati appositamente a recuperare questa ricetta carinissima di Camille Le Foll. Che non è una cuoca, bensì una giornalista. Solo che ha le nonne brave ai fornelli e c'ha scritto un libro, si chiama Crepes, pancakes, blinis... e tra le varie idee parecchio divertenti (semplici, ma divertenti), mi stuzzicava questa che lei chiama, appunto, focaccia (ma niente a che vedere con le note focacce alte e mollicose) e che, in realtà, è una sorta di pancake di grano saraceno (che adoro!). Molto all'americana, si prosegue con una golosissima farcitura a base di prosciutto (ma anche dell'altro) e, chiaramente, di uova (però, qui, ho fregato tutti e le ho scelte italianissime!!!). E pensavo fosse l'idea giusta (magari anche un po'insolita) per proporre questi gioiellini qui (la cottura delle uova è davvero minima)! Insomma, se uno vuole giustappunto sentirne il sapore...


La focaccia completa di Camille Le Foll

per circa 10 focacce:
250 g di grano saraceno (gluten free)
1 uovo
1 cucchiaino di sale
acqua

per completare ogni focaccia:
1 uovo freschissimo
20 g di burro salato
1 fetta sottile di prosciutto cotto (ma anche salame, lardo di Colonnata...)
30 g di emmental grattugiato
fior di sale, pepe

Sbattete l'uovo con 2 bicchieri d'acqua. In una terrina versate a fontana la farina ed il sale e fate un pozzetto al centro. Incorporate a poco a poco l'uovo sbattuto, mescolando accuratamente. Aggiungete acqua in quantità necessaria per ottenere un impasto fluido e liscio. Lasciate riposare per almeno un'ora in modo che il grano saraceno acquisti la giusta densità; nel caso, allungate con un po' d'acqua. Scaldate una padella antiaderente o una crepiere (non troppo larga) unta al suo interno e versateci un mestolo d'impasto. Stendetelo molto rapidamente con l'apposito rastrellino di legno in modo che raggiunga i bordi della padella e lasciate cuocere finchè non inizia a staccarsi dai bordi (ci vorrà pochissimo!). Girate la focaccia con l'aiuto di una spatola, imburratela, disponetevi al centro la fetta di prosciutto, cospargete di emmental grattugiato ed, infine, rompete sopra l'uovo, cercando di lasciare il tuorlo intero. Salate e pepate quest'ultimo. Quando l'albume diventa latteo, ripiegate i bordi della focaccia verso il centro in modo che, a vista, rimanga solo il tuorlo. Cospargete di fiocchetti di burro e servite subito.

17 commenti:

Marta ha detto...

una bellissima idea!
concordo sulle uova...queste non le conosco ma quando mi portano quelle dei contadini sono tutt'altra cosa di gusto.
Mi copio questa tua ricetta e la farò al più presto

manu e silvia ha detto...

eh si...la notiamo anche noi la differenza tra le uova del supermercato..e quelle della nonna!!
bellissima questa ricetta! la presentazione ci piace troppissimo e poi..la sìbase così scura...è fighissima (passaci il termine!!)
complimenti! la leggiamo per benino e poi ce la proviamo!!!
bacioni

Mariluna ha detto...

mamma che ricette Preci...fantastiche tutte le polpettine....che buone!; la mini lasagna...una goduria e simpaticamente presentata! e il cavolfiore nel barattolo ora me la segno all'istante...la focaccia che qui é la crepe di sarrasan cosi' come la fanno in Bretagna, la faccio spesso ma ahimé niente lardo di colannota!
In somma una mezzora di lettura ed una mezzora di occhi sgranati allo schermo...perché c'ho proprio fame!!!
Ciao Percisi' ;)

Kitty's Kitchen ha detto...

Ciao Precy! Concorso sulle uova di parisi e questa è una ricetta ottima per mandarle in scena da vere protagoniste

Onde99 ha detto...

Questo piatto mi fa impazzire: avevo visto una ricetta simile, che impiegava, però, uova di quaglia, e ci stavo meditando sopra... ecco, adesso direi che hai finito di convincermi, la farò quanto prima!

lise.charmel ha detto...

anche cavoletto di bruxelles parlava dell'uovo di parisi pochi giorni fa :)
io l'uovo appena cotto come dici tu l'ho mangiato a colazione qualche volta quando mia zia aveva le galline e in effetti è buonissimooooo
la preparazione che hai mostrato è davvero molto bella: anche i contrasti di colore fanno la loro parte e la foto mi ha fatto venire una fame!

Fra ha detto...

Una ricetta davvero interessante. Ovviamente qui le materie prime sono fondamentali, ma il risultato è straordinario nella sua semplicità
Bravissima come sempre
Un bacio
fra

CoCò ha detto...

Preci ho avuto modo come sai di assaggiare quelle meravigliose uova ed è vero non tutte le uova sono uguali hanno il loro costo però ne vale la pena

FairySkull ha detto...

Pensa che io vivo in campagna e da sempre mangio solo le uova delle gallinette che abbiamo e mi ritengo davvero fortunata, perche'le poche volte che ho usato le uova comprate si e'sentita e vista subito la differenza. Bella ricetta !! Baci Lisa

Giò ha detto...

questa focaccia assomiglia molto alla galette breton con il grano saraceno che vengono molto spesso farcite con le uova!e mi piacciono da morire!

NICLA ha detto...

..da provare sicuramente, mi ha incuriosito questa ricetta.Grazie
Baci Claudia

Anonimo ha detto...

un aspetto a dir poco invitante...complimenti come sempre, un abbraccio naty

sorbyy ha detto...

Che ricettine fantastiche!!!!
Ciao

Michelangelo ha detto...

insomma l'ovetto di Parisi fa la differenza?

Precisina ha detto...

@tutti: quindi che le uova del contadino sono più buone... se n'erano già accorti tutti?! :-) graziegraziegrazie!!! poi sì, la ricetta ha un richiamo nettissimo con la bretagna, cavolo, ma non vi sfugge proprio nulla?! :-)

@naty: benvenutaaaaaaaaaa!!!

Mary ha detto...

Ciao! Ti leggo da un po', ma non ho mai scritto..Complimenti scontati a parte, ti faccio una domanda.
Nella ricetta delle 'uova di Parisi', non ho capito se l'uovo da mettere per fare la base della focaccia è uno o di più; nella liste dici 1 uovo, ma poi sbattete le uova...scusa, ma sono alle prime armi e ho bisogno di certezze....grazieeeeeeee

Precisina ha detto...

@mary: ciao :-) felice di leggerti! scusascusascusa, effettivamente c'era un errore, tse, precisina un corno :-) è che ho dimezzato le dosi, ma poi ho ricopiato la ricetta con le dosi originali... quindi sì, l'uovo dell'impasto è soltanto 1 (ho corretto anche sul post). grazie :-)))