
Dov'eravamo rimasti? Ah sì, ai
poveri ma belli... mettetevi il cuore in pace perchè ve ne parlerò con
nonchalance fino al termine del concorso (
che non è poi così lontanto, vi siete già messi all'opera, vero!?). Ed in tutta onestà, non credo che la cosa possa dispiacere a qualcuno... voglio dire, parliamo di un bel piatto, un'idea carina che se ne stava proprio lì, a portata di frigo, oltre tutto a costo ridotto, anzi meno! Boh, ma
uno che dovrebbe
inventarsi per incollarvi al monitor?! Dai, oggi
ci cuciniamo il secondo: niente carne, pesce nemmeno, ci facciamo un ovetto, proteina povera...
e così ci becchiamo anche la fascia vegetariana (qualcuno in ascolto?), fascia che potrà ampiamente glissare la fase speck e fermarsi appena prima dove, garantisco, non si sta affatto male!!! Mai fatto l'uovo in camicia? Niente paura, vi dirò tutto quanto c'è da sapere, senza dimenticare che, la sottoscritta, alla sua
primissima volta, telefonate isteriche con la mammina a parte (
ma stò coso devo versarlo proprio nell'acqua?), se ne rimase lì, ricetta tra le mani, a rileggere il procedimento per almeno 5 volte...
non risucivo a capacitarmi sulla storia del tuffo, ecco! Poi sì, rassegnatevi, i primi tentativi saranno da dimenticare (
oddio, non è che se ne stanno tutti lì a fotografare... poveri e brutti, ma si mangiano lo stesso!!!). Invece, per farli
(anche) bellini, fate esattamente così...
Uovo in camicia, con speck di Sauris e tartufo
per ogni uovo:
1 uovo freschissimo (a temperatura ambiente)
acqua
1 cucchiaio d'aceto di vino bianco
1 noce di burro
1 cucchiaino di parmigiano grattugiato
1 fettina di speck
1 cucchiaino di tartufo nero grattugiato
fior di sale
pepe nero
In una casseruola (diametro di circa 15 cm), versare dell'acqua fino a riempire la stessa per 3/4, unire l'aceto e mettere sul fuoco a bollire: quindi, abbassare la fiamma, in modo che l'acqua frema soltanto, rompere l'uovo in un piattino e farlo scivolare delicatamente nella casseruola. Con un cucchiaio, eseguire dei cerchi concentrici intorno al tuorlo (senza però toccare l'albume) in modo che, cuocendo, il bianco vada a rapprendersi proprio come una camicia intorno al rosso. Lasciar cuocere per 3 minuti, quindi scolare l'uovo sollevandolo con una schiumarola e posizionarlo in una piccola cocotte imburrata (a questo punto, potrete tranquillamente cuocere altre uova utilizzando la stessa acqua e procedendo sempre con un uovo alla volta). Condire l'uovo con un pizzico di sale e di pepe, spolverare con il parmigiano, un fiocchetto di burro ed appoggiarvi sopra la fettina di speck. Ancora un fiocchetto di burro, il tartufo, un pizzico di pepe e passare al grill (ben caldo) per pochi minuti, così da lasciar sciogliere leggermente il formaggio. Servire caldo, accompagnando, eventualmente, con della verdura cotta al vapore.
E visto che, ancora un volta, gli ingredienti da utilizzare sono davvero pochi, solito occhio di riguardo per la materia prima, con solitissima sbirciatina in dispensa, ovvero ciò che ho utilizzato io:
- uova pref. biologiche (se poi avete l'amico contadino...)- burro Occelli- fior di sale di Guérande- parmigiano reggiano 30 mesi (...e non oso immaginare cosa dev'essere il 36)
- speck di SaurisDue parole su quest'ultima,
felice scoperta: a pensarci bene, decisamente non sono (sarei) tipo da speck, nel senso che lo utilizzo per farcire, ma da qui ad
elevarlo a salume da degustare
sic et simpliciter... è che lo trovo sempre un po' secco, duretto e pure un po' salato. Ma avevo sentito un po' di voci in giro (
visto che le voci servono?!) e mi sono lanciata con
quello di Sauris, ovvero lo speck che d'ora in poi farà compagnia
ai nostri soliti noti, nelle amate cenette-aperitivo (
che diventano sempre più frequenti tra l'altro, mah)... ed anche lo speck che mi costringerà (finalmente) all'acquisto di una piccola affettatrice perchè, davvero, non potete immaginare cos'è questo speck affettato sottile-sottile, con la fettina di pane ed il prosecchino, non potete :-)))