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lunedì 19 ottobre 2009

Plumcake al cacao, con zenzero ed olio di riso


Ricapitolando: il tanto atteso maglioncino, finalmente, ce lo siamo infilati; sull'argomento, ribadiamo la nostra soddisfazione dalle quattro alle cinque volte al giorno e quindi, nell'ordine, tornato il freddo, tornato il rito del tè delle cinque, tornata la voglia di merende pomeridiane oltremodo coccolose (i tempi in cui andavo di yogurt freddisssimo con frutta fresca a pezzetti sembrano, ormai, già belli che andati) e, a quanto pare, tornata pure - e non so se gioire per questo - la voglia di cioccolato. Spiego! Non siamo al punto di darci dentro di tavolozze, ciobar e brownies tutto incluso (ndr: resto di quelli che, in pasticceria, continuano a girarsi in direzione frutta, sempre e comunque) però va detto: la menata estiva del io ooodio il cioccolato, sembrerebbe ormai voluttuosamente congelata (la scongeleremo verso giugno 2010, ovvio!), per cui, inizierei la settimana con tanto di dolcino al cacao, manco a dirlo, perfetto per il tè delle cinque e, manco a dirlo/bis, oltremodo coccoloso! E giusto per introdurlo un po', primissima volta in cui grattugio senza ritegno la mia radicetta di zenzero direttamente nell'impasto. Un impasto che è, tutto sommato, un morbidissimo quatre quart (uova, zucchero, farina e burro in pari quantità), olio di riso per vedere un po' se rimpiangevamo il solito burro (decisamente no!) e già che c'eravamo, il nuovissimo tè al mandarino per accompagnare tutto ciò. E poi, bè sì, buon lunedì a tutti.

Plumcake al cacao, con zenzero ed olio di riso

2 uova grandi (130 g)
130 g di zucchero

130 g di olio di riso
110 g di farina

20 g di cacao amaro
8 g di lievito per dolci

1 pizzico di sale

1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato

4 cucchiai di mandorle in scaglie

Montate le uova con lo zucchero, il sale e l'olio per almeno 15 minuti. Unite la farina ed il cacao setacciati con il lievito ed amalgamate con un frusta a mano per non smontare il composto di uova (procedete con movimenti circolari dall'alto verso il basso). Continuando a mescolare, unite anche lo zenzero e le mandorle. Versate il tutto in uno stampo per plumacke di 18 cm di lunghezza, foderato con carta da forno oppure imburrato ed infarinato. Infornate a 180 gradi per 30 minuti e servite, quindi, tiepido o a temperatura ambiente.

martedì 19 maggio 2009

Torta caprese


Il dolce che porto a tutte (e dico tutte) le cene con gli amici, soprattutto da quando vivo a Roma... nel caso, qualcuno, non fosse sufficientemente edotto sulla questione che... la caprese non è soltanto l'insalata mozzarella+pomodoro, grrr. Come se non bastasse, autentica ricetta culto, frutto di accorgimenti costanti e mirati (persino la parente di Napoli che telefona per suggerire l'optional amaretti-tritati: un pezzo di storia in continuo divenire, assolutamente! per il momento, siamo sull'umido quasi mud, niente farina/lievito, magari anche un po' granulosa, a tratti slegata se vogliamo)... eppure, possibile(eeeee) che non abbia ancora pubblicato la ricetta sul blog?! Stentavo a crederci persino io (sono andata a controllare!), ma del resto la ragione è praticamente scritta tra le righe che precedono: la preparo di continuo, però poi, immancabilmente, la trasporto a destra e a manca e... detto tra noi... avrei smesso di scattare foto a casa degli amici! Ehssì perchè, difficoltà oggettive a parte (carina la tovaglia a fiori: uhm, si vedrà la torta nel bel mezzo di questo prato fiorito? ah, c'hai il servizio col decoro provenzale, bello! no, io ho quello tutto bianco, tipo mensa ospedaliera, perchè sai, con le foto. e senza dimeticare: ohh, intriganti le tue luci soffuse!), dulcis in fundo, avrei anche beccato gente che rideva sotto i baffi... e quindi, ad un certo punto, finisce davvero che tocca un po' industriarsi. Per forza. Questa caprese qui, infatti, non ha affatto una genesi differente da quella delle sue innumerevoli sorelline (passate allegramente nel mio forno): anche stavolta, io che la preparo ed io che la porto... al raduno dei bloggers! Ed io che, all'ennesimo "buona, ma hai messo la ricetta sul blog?", decido di passare all'azione! Quindi: io che mi alzo di buon mattino, io che rubo l'ultima porzione rimasta dalla sera precedente (e non faccio nomi!), io che prelevo piattino e forchettina dalla credenza (evvai, la tipa dell'agriturismo non ama il provenzale), io che esco sul portico, io che m'incanto perchè la luce è fantastica... clic!


Torta caprese (gluten free... per caso!)

per uno stampo da 30 cm


350 g di mandorle pelate e tostate
250 g di cioccolato fondente al 70%

200 g di burro

200 g di zucchero a velo

6 uova medie

4 cucchiai di Amaretto di Saronno

1 pizzico di sale

per lo stampo:
q.b. di burro
q.b. di cacao amaro

per decorare:
q.b. di zucchero a velo

Tritate molto finemente le mandorle (unite anche un cucchiaio di zucchero, prelevandolo dalla quantità totale, così da non disperdere l'olio delle mandorle). Sciogliete il cioccolato ed il burro a bagno maria e lasciate intiepidire. Montate a lungo i tuorli con lo zucchero ed un pizzico di sale: devono almeno raddoppiare di volume. Unite il cioccolato ed il burro ormai tiepidi, le mandorle e l’Amaretto. Montate gli albumi a neve fermissima, versateli sul composto già preparato ed incorporateli delicatamente per non smontarli (con una frusta a mano, movimenti circolari dall'alto verso il basso). Versare il tutto in uno stampo ben imburrato e cosparso di cacao amaro e cuocete in forno già caldo a 180 gradi per 20-30 minuti. I bordi dovranno risultare cotti, si staccheranno leggermente dai bordi dello stampo. L'interno resterà ancora decisamente umido e morbido (resistete alla tentazione di lasciarla ancora in forno!). Sfornate, lasciate intiepidire per dieci minuti, quindi sformate delicatamente e spolverate subito con dello zucchero a velo (servirà a mantenere la superficie più umida). Conservate in frigorifero per una notte intera e servite, poi, fredda o, comunque, decisamente fresca.

Optional: se piacciono, aggiungere all'impasto anche 200 g di amaretti finemente tritati.

giovedì 14 maggio 2009

Biscotto alla mousse di cioccolato. E le albicocche?


Forti le feste! Grandi corse, spese e cucinamenti... ma poi, per un po', si campa di rendita! Persino sul blog! Ehm, giustappunto, avevate richiesto anche questa (ricetta) o sbaglio?! Bene: e così anche l'aggiornamento odierno è (pigramente) andato, l'unico cruccio è il solito scatto rubato, ancora una volta, in corso d'opera (sempre con tanto di carta forno e stampo usa e getta ben in vista, alè!). E qualche piccola chicca anche qui (s'era capito che l'aperitivo di cui sabato era anche un'allegra degustazione di robine buone?!), per cui, senza fare troppi giri d'immagine, accanto all'ingrediente/chicca elencato in ricetta, bisbiglio sotto voce esattamente ciò che ho utilizzato io... così, chi ha avuto modo d'assaggiare, farà il diavolo a quattro per assicurarsi in dispensa l'oggetto dei desideri (esagerata?). Chi non ha assaggiato (perchè, magari, non c'era)... vabbè dai, si sa come vanno stè storie! Ultimissima e chiudo (uhm, fatto presto oggi): cioccolato+albicocche, ricorda mica qualcosa? Se la risposta è sì (sachertorte è la risposta esatta, ndr), giuro che non era premeditato! Non da tanto almeno :-)


Torta alla mousse di cioccolato,
con confettura di albicocche


per la base:
250 g di biscotti con fave di cacao (io Loison)
20 g di burro

per la mousse:
(ricetta tratta da Torte dolci e salate)
400 g di cioccolato fondente al 70%
125 g di burro

125 g di zucchero

5 uova grandi

150 ml di panna a temperatura ambiente

3 cucchiai di rum
q.b. di confettura di albicocche
(io questa, che trovate qui)

per lo stampo:
q.b. di burro
q.b. di cacao amaro

per servire:
q.b. di albicocche secche
q.b. di nocciole tostate

Tritate finemente i biscotti e mescolateli al burro fuso, leggermente intiepidito. Stendete il tutto sul fondo di uno stampo con bordo amovibile (24 cm di diametro), imburrato e passato con il cacao (premete bene i biscotti sul fondo e livellate il più possibile). Refrigerate in frigorifero per 20 minuti. Sciogliete il cioccolato (a pezzi) ed il burro (a cubetti) a bagnomaria. Lasciate raffreddare leggermente. Montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto ben sodo. Incorporate la panna ed il rum. Unite anche i tuorli montati (frusta a mano e movimenti circolari dal basso verso l'alto). Montate a neve gli albumi ed uniteli delicatamente al composto (come prima). Versate il tutto sulla base di biscotti e cuocete per 25 minuti a 200 gradi (risulterà gonfia, ma ancora leggermente morbida). Estraete e lasciate raffreddare (non appena freddo, diventerà solido!). Cospargete con un trito grossolano di albicocche secche e nocciole e conservate in frigorifero per almeno 6 ore (meglio se per un'intera notte). Servite ben freddo oppure a temperatura ambiente. p.s. io dico ben freddo, però! :-)

venerdì 13 febbraio 2009

Bonbon di cioccolato al peperoncino thai


Dura la vita del (food)blogger! Sarà almeno una settimana che continuo a sorridere (ma anche ad indispettirmi, dipende dall'umore) dei vari volantini infilati sotto il parabrezza dell'auto piuttosto che nella cassetta della posta, dei messaggi che il fioraio sotto casa appiccica tutto contento alla vetrina... ma anche il tabaccaio non scherza affatto! Non lasciatevi fuorviare, nessun assalto di fans in delirio :-) semplicemente, pare che domani sia san valentino, ecco tutto! E come al solito, l'umanità si divide: la parte che adora leggere i volantini, i messaggi, i menu studiati per l'occasione (ohhh, sì, andiamo lììì!) - in effetti, cos'è che prevede un tipico menu 'valentino'? roba paurosamente afrodisiaca che appena torni a casa... - e poi, , ci sarebbero tutti gli altri. Quelli che sorridono (o s'indispettiscono, dipende dall'umore). Mettiamola così, senza star lì a far sempre il bastian contrario del caso (che pure quelli hanno rotto un po'!): il cioccolato al peperoncino thai l'ho assaggiato una volta sola. Ed era quello di Gay Odin a Napoli. Siccome a Roma non ho ancora eletto la mia cioccolatteria di fiducia (già m'immagino la valanga di suggerimenti in arrivo), diciamo che me lo son rifatta da sola! A questa scusa ci credo soltanto io, ma intanto... giacchè sono anche un foodblogger (inside) e, comunque, per pasticciare un giorno vale l'altro, eccolo! Nel caso si trovasse a passare uno che non sorride e non s'indispettisce (e che, in questo momento, non starà pensando cose bellissime al mio riguardo)... il mio regalino personalissimo è servito :-)

p.s. il barattolo non è puramente indicativo :-) ricettina facile-facile scovata sul ricettario ikea (che a quanto pare possiede soltanto la sottoscritta, bene)!!!

p.p.s. ...e niente forno! è la giornata dedicata al risparmio energetico! a quante cose deve pensare un povero (food)blogger! :-)


Bonbon di cioccolato al peperoncino thai

500 g di cioccolato fondente al 50%
100 g di burro

5 cucchiai di panna
fresca
1 spruzzata di cognac

1 cucchiaio di peperoncino
rosso thai

Spezzettare il cioccolato e scioglierlo a bagnomaria con la panna. Tagliare il burro a pezzetti ed unirlo al cioccolato bollente fino a formare un insieme ben amalgamato e liscio. Non fate cuocere troppo. Aprite i peperoncini, eliminate i semi interni e tagliate la buccia a listarelle sottilissime. Mescolatele con il cognac ed unite tutto al composto di cioccolato. Versate il tutto in un piccolo stampo quadrato foderato con carta da forno (dovrete ottenere uno spessore di circa due dita) e lasciate raffreddare e riposare. Capovolgete, quindi, il composto ormai freddo su di un tagliere e tagliatelo a cubotti.

martedì 10 febbraio 2009

E venerdì, cena vegetariana :-)


Mi sa che... ve lo racconto proprio tutto stò weekend mangereccio con i miei! Torniamo (quindi) a venerdì sera: cena-buffet, vegetariana. E potrebbe scapparci (davvero) qualche ideuzza interessante, anche qualcosina di nuovo magari. Soprattutto per i meno avvezzi... che ogni volta che invito quella che non mi mangia la carne, oddio! Trucchetto personalissimo: evitare le portate classiche (antipasto, primo, secondo...), si rischia facilmente di eccedere con l'utilizzo di uova e formaggi (oltre ogni umana decenza)... a meno che non siate amici dei vari tofu, seitan... solo che io non lo sono :-) e allora punto tutto sull'informale, ovvero tavola piena di terrine/vassoi/ciotoline d'ogni sorta... e buon appetito!








Champignon marinati

per due persone

2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
1/2 bastoncino di cannella
1 foglia di alloro
2 cucchiaini di semi di coriandolo leggermente schiacciati
250 g di piccoli champignon interi
2 dl di vino bianco secco
pepe, sale
1 cucchiaio di coriandolo o prezzemolo tritato finemente
spicchi sottili di limone

Scalda l'olio in un tegame antiaderente e fai rosolare la cannella, l'alloro ed i semi di coriandolo per circa due minuti. Aggiungi gli champignon e mescolali in modo che si coprano completamente d'olio. Aggiungi il vino e porta tutto ad ebollizione. Soffriggi gli champignon, coperti per 5 minuti. Toglili dal tegame con una schiumarola, mettili in una ciotola e prosegui la cottura del liquido finchè non si sarà dimezzato. Insaporisci con sale e pepe e versa la salsa sui funghi. Lasciali marinare per almeno 2 ore, in modo che gli champignon s'insaporiscano bene. Cospargili, prima di servire, col coriandolo e guarnisci con gli spicchi di limone.

Ancora una ricetta very easy tratta dal libricino delle ricette ikea :-) Si tratta di un piatto di origine greca, notoriamente servito come 'meze' (antipasto) oppure come contorno della carne grigliata. Eventualmente, sostituite i funghi con cimette di cavolfiore oppure con delle carote (da soffriggere, rispettivamente, 8 e 15 minuti).


Soufflè di broccoli e patate
per 9 pirottini tipo muffins

1 broccolo non troppo grande
ca. 400 g di patate
1 uovo + 2 albumi
100 ml di panna fresca
2 cucchiai di pecorino grattugiato
sale e pepe

Lavare il broccolo, dividerlo in cimette e cuocerle al vapore con le patate sbucciate e ridotti in piccoli cubetti. Quando risulteranno molto morbidi, con l'aiuto di un mixer frullarli insieme a tutti gli altri ingredienti (tranne i due albumi). Insaporire con il sale ed il pepe. Montare a neve gli albumi ed incorporarli delicatamente al composto (con una frusta a mano, oppure con una forchetta, eseguire dei movimenti rotatori dal basso verso l'alto, cercando di non smontare gli albumi). Suddividere il composto ottenuto all'interno dei pirottini e cuocere in forno già caldo a 200 gradi per circa 20-30 minuti o, comunque, fincheè non risulteranno belli gonfi. Servire immediatamente... altrimenti, com'è risaputo, si sgonfiano! Eventualmente, inserire un cubetto di formaggio saporito (tipo caciotta, auricchio...) al centro dei pirottini, prima d'infornarli!


Flamiche
per uno stampo da 20-22 cm

1 disco di pasta brisè*
75 g di burro
900 g di porri
1 cucchiaino di sale
4 tuorli d'uovo (medi)
300 ml di panna fresca
noce moscata grattugiata
sale e pepe

Porta la pasta brisée a temperatura ambiente. Accendi il forno a 200 gradi. Lavora la pasta fino a renderla sottile e stendila nella teglia. Con l'aiuto di una forchetta, fai qualche foro sulla base della torta e mettila in freezer per 15 minuti. Quindi, ricoprirla con un foglio di carta da forno, tagliata esattamente della misura del fondo dello stampo, riempirla di fagioli secchi ed infornare per 10 minuti a 200 gradi. Sfornare, eliminare i fagioli e la carta da forno e spennellare la pasta intiepidita con dell'uovo sbattuto (per evitare che il ripieno bagni troppo la base ed anche per sigillare, eventualmente, quei buchini che tendono a formarsi sul fondo). Fai scogliere il burro in una grossa pentola, aggiungi i porri lavati e tagliati a fettine sottili, amalgama il tutto. Versa qualche cucchiaio d'acqua, aggiungi il sale e copri con il coperchio. Cuoci a fuoco lento per circa 30 minuti, fino ad ottenere un composto soffice ed omogeneo. Al termine, togli il coperchio e lascia raffreddare. Metti i tuorli e la panna in una ciotola, aggiungi, sale, pepe e noce moscata e lavora energicamente. Aiutandoti con un cucchiaio, riempi la torta con i porri (ormai quasi freddi) e distribuiscili uniformemente. Aggiungi la crem a base di uova e cuoci in forno per 30 minuti finchè il ripieno non si sarà rassodato e la pasta non avrà assunto un bel colore dorato. Servila appena tiepida.

*è una ricetta tratta da Torte dolci e salate di Maxine Clark: per la pasta brisèe, potete prepararla con questa ricetta ed utilizzarne, poi, soltanto una metà (l'altra può essere tranquillamente congelata). A dire il vero, ho utilizzato una teglia grande, da 30 cm (ma non chiedetemi il motivo!), ho steso l'intero panetto di brisée e, naturalmente, il ripieno è venuto più basso... buonissima lo stesso! :-)


Crostoni con feta e olive

In una ciotola, lavorare la feta con qualche cucchiaio di ricotta fresca, un pizzico di sale e di pepe, abbondante origano tritato ed, infine, incorporare anche una manciata di olive nere kalamata, denocciolate e tagliate a metà. Aggiungere dell'olio extravergine d'oliva a filo, fino a raggiungere la giusta cremosità. Utilizzare il composto per farcire delle mezze baguette (tranci di baguette aperti a metà), irrorare ancora con un filo d'olio e passare al grill per pochi minuti.


Insalata doppia verza con crema di noci

Per un'insalatiera di medie dimensioni, ho utilizzato 1/2 verza bianca ed 1/2 rossa, soltanto il cuore (la parte più tenera), lavata e tagliata a striscioline. Le ho condite con sale, pepe ed olio extravergine d'oliva. Per la crema di noci, ho frullato 100 g di gherigli di noci con dello yogurt fino ad ottenere un composto abbastanza omogeneo. Ho versato la crema sulla verza ed insaporito bene il tutto. Quindi, va coperta e conservata in frigorifero per almeno mezz'ora prima di servire.


Mousse con fichi e pinoli
per 6 porzioni

150 g di cioccolato fondente (70% di cacao)
60 g di burro
3 uova grandi
6 biscotti tipo savoiardo
6 cucchiai di sciroppo d'acero
6 cucchiai di Amaretto di Saronno (o altro)
6 cucchiai di confettura di fichi bianchi
100 g di pinoli tostati

Sciogliere il cioccolato ed il burro a bagnomaria. Amalgamarli bene e lasciarli intiepidire. Incorporare, quindi, i tuorli leggermente sbattuti ed, infine, gli albumi montati a neve ben ferma (con una frusta a mano, oppure con una forchetta, eseguire dei movimenti rotatori dal basso verso l'alto, cercando di non smontare assolutamente gli albumi). Spezzare i biscotti a metà e posizionarne due (metà) sul fondo di ogni coppa. Irrorarle con un cucchiaio di sciroppo d'acero ed uno di liquore e suddividere, quindi, la mousse nelle coppe. Conservare in frigorifero per almeno due ore. Al momento di servire, scaldare la confettura e, con un cucchiaino, distribuirla sulla mousse... delizioso il contrasto caldo-freddo, dolce amaro!!!

martedì 6 gennaio 2009

E la calza della befana... è servita!


Alla fine ho ceduto, da brava befana! Calze, anzi piccoli calzerotti da donna, da distribuire in giro... dopo essere stati opportunamente riempiti (fino allo stremo) con una sorta di bottoncini cioccolattosi, a metà strada tra un digestive (al cacao), un grancereale (sempre al cacao) ed una torta caprese in versione biscuit! Articoli per golosi, insomma! Il tutto, volendo, anche a prescindere da calze, calzerotti e gambali vari!!! E buonissima befana a tutti!!!

I capresini
per circa 40 piccoli biscotti

100 g di farina 00
100 g di fiocchi d'avena
100 g di mandorle
10 g di cacao amaro
20 g di cioccolato fondente in scaglie
100 di burro a temperatura ambiente
100 g di zucchero di canna
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
1 pizzico di sale
latte freddo

Inserire tutti gli ingredienti in un mixer e, aiutandosi gradualmente con poco latte a filo, frullare il composto fino ad ottenere una massa granulosa, ma comunque omogenea e compatta, non appiccicosa. Stendere il tutto ad uno spessore di circa 5 mm, ritagliare i biscotti della forma desiderata, posizionarli sulla teglia del forno foderata con apposita carta (ben distanziati tra loro) e cuocere a 180 gradi per 8 minuti (se i biscotti dovessero essere molto piccoli, basteranno 5 minuti). Lasciateli raffreddare completamente prima di servire.


venerdì 2 gennaio 2009

2008, the(happy)end!


Dopo una giornata (quella di ieri) trascorsa a fare praticamente n-u-l-l-a, anche la pioggia c'ha messo lo zampino, rieccomi più pimpante che mai... la verità? Riemergo temporaneamente dal torpore post-ore-piccole, giusto per lasciare traccia di quella che è stata la nostra fine (d'anno)! Il tutto, da un punto di vista (strettamente) mangereccio... e mi sembra anche giusto! Dunque, cenone (decisamente in chiave buffet) a casa, quella di mia sorella, poco meno di venti persone, per altro tutte ampiamente riconoscenti (alèèè, che bello!!!). Due (sorelle) in cucina e tutt'una serie di cosine preparate davvero senza alcun filo conduttore (e senza carne, come padrona-di-casa impone, ma lo dico soltanto per essere pienamente esaustiva e per anticipare eventuali tumulti, tipo "ehi, ma il cotechino???"). Piatti di carta, forchettine di legno (ndr: d-cube di via rendano, quartiere africano, roma) e bicchieri di... no eh?! Quelli rigorosamente veri! E per una serie di motivi che non sto qui ad elencare (fidatevi), è completamente saltata tutta la fase organizziamoci-con-calma e decidiamo-con-criterio-cosa-preparare, per passare direttamente ad una spesa generale, ma soprattutto compulsiva (della serie... prendiamo tutto quello che presumibilmente potrebbe servirci), effettuata tempestivamente il 31 mattina (perchè il delirio doveva essere totale, altrimenti niente). Si torna a casa, il bottino in bella mostra sul tavolo, una scorsa veloce alle ricette di famiglia, ma anche all'intasatissimo archivio mentale (uhm, magari con questi potremmo farci quella cosina che ho visto lì o là...), via, si parte! Resoconto: una gran fatica, un bel po' di tensione organizzativa, un occhio perennemente puntato sull'orologio-clessidra, (l'altro occhio era puntato sul cane che pretendeva di fare da assaggiatore ufficiale), diciamo... una via di mezzo tra La prova del cuoco e Scommettiamo che! Ma anche un gran bel pomeriggio tra sorelle! In tutto ciò, abbiamo trovato il tempo di divertirci come due bimbe! Infatti, venti minuti scarsi per una doccia con ritoccatina annessa e... ohhh, ciaaao, ben arrivaaati!!! E di tutta la storia, vi riservo giusto qualche foto (al tungsteno... e si vede sigh) con (giusto) due parole esplicative al riguardo, ma davvero due! Prosecco di benvenuto, con crostini alla carciofara (ndr: il termine credo sia stato realmente coniato da mia madre... che con la suddetta ci fa, tra l'altro, delle lasagne spettacolari... in pratica, carciofi cotti con aglio, olio e peperoncino, poi frullati con della ricotta+pecorino romano). Apro parentesi sul dettaglio crostino: tocchetti di tipicissime baguette romane, più o meno dei grissin-oni preparati con lo stesso impasto della famosa pizza bianca romana (sììì, c'era anche lei, a quanto pare non se ne può assolutamente prescindere). Entrambi gli articoli... opportunamente acquistati da er-mejo-forno-de-talenti (ndr: quartiere talenti, roma, zona nord-est), in via annunzio cervi per la precisione. Un luogo piuttosto angusto, decisamente poco accogliente, eppure chi troverà il coraggio di entrarvi, glissando (fra l'altro) anche la verve-burina di chi ci lavora... bè, giuro che ne verrà ampiamente ripagato. Chiusa parentesi! Si prosegue, ancora antipasti-stuzzichini e, conseguentemente, ben due scuole di pensiero: quella che preferiva continuare col prosecco (io-io-io) e quella che decideva di assaggiare finalmente i vini! Pizza di scarole, cubetti di frittata di verza e riso, polentine (ovvero polenta piuttosto soda, stesa ad uno spessore di circa un dito, lasciata rassodare e porzionata a mò di tartina) farcite con taleggio e tartufo, altre con gorgonzola, pera grigliata e noci. Involtini di salmone con riso al limone (più o meno rubacchiati qui), in pratica riso lessato, lavorato con della crescenza, buccia grattugiata di limone, sale, pepe ed un pizzico di bottarga di tonno... il tutto modellato a mò di polpettina, avvolto in fette di salmone affumicato e finito con della rucola condita e spezzettata! Due piatti importanti, lasagne al radicchio, con brie e besciamelle... e pasta ai peperoni (peperoni arrostiti, spellati, ripassati in padella con aglio e olio, sale e pepe ed, infine, frullati con del mascarpone, ma anche robiola... o giù di lì). Ed in men che non si dica, era già ora di urlare meno 3, meno 2... Purè e lenticchie subito dopo il brindisi e gran finale a base di sacher-torte... visto che, 2009 a parte, festeggiavamo soprattutto i 30 anni del cognatino! Due parole sulla torta, nel caso aveste intenzione di preparla in un futuro più o meno imminente: collage di ricette, risultato eccellente! Torta di base, questa qui, confettura di albicocche da spalmare non solo tra i due strati di torta, ma anche su bordi e superficie (con la caldissima raccomandazione di passarla prima attraverso un colino). Poi glassa, questa qui. Lo ammetto, utilizzo frequentemente la glassa al cacao che, tra l'altro, consideravo quasi una sorta di workaround della pasticceria, tipo che non mi viene bene quella col cioccolato e quindi... Invece pare sia una soluzione anche professionale, volendo. Resta che è semplicissima da preparare, niente grumi (garantito) e, dulcis in fundo, è (e resta) bella lucida (benchè priva di glucosio). E così, in quest'ultimo guizzo di 2008, finirono tutti felici e contenti! Alcuni più felici di altri, seppur con tanto da sistemare, lavare, buttare e riciclare... nei giorni a venire!!!

lunedì 22 dicembre 2008

Torrone al cioccolato, per un dolce Natale


Signore e signori, mi tocca salutarvi (auguri-auguri-auguri)! Fatto questo, schizzerò via (più o meno) alla velocità della luce, cercando davvero di non perdere il ritmo... è l'unica possibilità che ho per riuscire a fare proprio tutto: i regali (quanto sono indietrooo, mi auto-flagellerei di gusto), agghindare qualche biscottino goloso per quei disperati in attesa sull'isolotto (ma non hai portato niente?! bùùùùùùù!!!). Ah, domani mattina, ma guarda chi c'è? Il tecnico fastweb! Sììì, gioia, gaudio, felicità, come no! Ma dopo un mese e mezzo d'agonia, giusto domani? Ehvvabbè, inseriamo anche fastweb nell' intasatissimo palinsesto pre-natalizio! Se sopravvivo, domani sera dovrò soltanto raccogliere armi e bagagli, ricordandosi di portare anche qualche cosettina più carina per le giornate conviviali (perchè quando c'hai una nonna vanitosa che se ne sta lì in poltrona, tipo toro seduto... e deve per forza farti notare che non hai messo gli orecchini, che i capelli te li sei asciugati da sola e pure di corsa, che il jeans a natale... ). Quindi, tutto dentro e mercoledì mattina si parte alla volta dell'isolotto. Dove soggiorneremo allegramente per un po' di giorni (che sarebbero ancora da quantificare), tra abbuffate, tombolate e ricche passeggiate (ehi, tutto in -ate-)... giusto per evitare di tornare a casa rotolando, ecco! Per cui... buon nataleeeeeeeeeeeeee!!! Che sia dolce, dolcissimo!!! Volando, ancora due righe per babbo natale (sulla scia di quei due piccioncini di luca e sabrina anzi, lì da loro trovate tutto il regolamento del giochino, io sono sempre un po' anarchica, ma ho il capo cosparso di cenere, ok?!). Ecco la mia richiesta: pace, non (soltanto) nel senso alto del termine, certo la pace nel mondo, in famiglia, etc etc... scusatemi, ma stavolta intendo proprio pace qui da noi, nel senso di ripristino dei ritmi normali. E' da settembre che vaghiamo, impacchettiamo, scartiamo (mò ci si mette pure il natale), carichiamo, scarichiamo (il tutto moltiplicato per due, che un trasloco soltanto non ci bastava). Per non parlare delle raccomandate (disdette, allacci, volture, solleciti... oddioooo). Ecco, caro babbo natale, regalaci la pace!!! Hai presente quelle seratine oziose, sul divano, senza mobili da montare, faretti da attaccare, misurazioni varie... grazie :-)

Torroncini al cioccolato

per il torrone:
300 g di cioccolato fondente
al 50%
100 gr di burro
150 g di mandorle
150 g di nocciole
10 biscotti secchi
1 arancia biologica

per la copertura:
300 g di cioccolato fondente

Sciogliere il cioccolato ed il burro a bagnomaria. Lasciarli intiepidire ed unirvi, quindi, i biscotti tritati finemente, la frutta secca spezzettata e la buccia grattugiata dell'arancia. Amalgamare il tutto aiutandosi con il succo d'arancia (filtrato). La consistenza dovrà essere piuttosto compatta e soda. Stendere il tutto ad un'altezza di circa 5 mm, livellare bene e lasciar indurire al fresco. Quindi, ricavarne dei rettangoli (oppure ritagliarli a proprio gusto), ricoprirli con il cioccolato fondente fuso e lasciar rapprendere, nuovamente, al fresco prima di servire.

giovedì 9 ottobre 2008

Muffin al cacao e mirtilli

Scatoloni!!! Eccoci qua, l' ho detta subito così possiamo andare avanti tranquilli!!! Per chi fosse interessato (ditemi che qualcuno c'è... mica venite qui solo per le ricette?!), mi sento di annunciare che, si, sono a buon punto: la cosa grande è che sto vincendo la storica lotta con me stessa e... butto via tanta di quella roba! Sigh, però oggi è il turno della cucina e qui mi sa che cascherà l' asino, poverino! Non riuscirò a separarmi nemmeno dal più ammaccato degli stampini, ehvabbè! A proposito, vi piacciono questi muffins? Siamo già a giovedì per cui tocca tornare un pochino indietro nel tempo: si perchè, questi batuffoli scuri, sono stati il nostro rifugio consolatorio per tutto il weekend! Il tea-time tra un impacchettamento e l' altro, lo spuntino goloso di mezzanotte, sul divano, ammirando le pile di scatoloni già accumulate, la colazioncina che ti apre il cuore anche se sei circondato dalle stesse pile di cui prima! Cacao e mirtilli, non l' avevo ancora provata! Ma si vede che in un angolo remoto del cervellino era rimasta stampata sta' cosina qui, per cui... solo che, al momento, non compro (quasi) nulla, anzi, si cucina per smaltire le riserve: quindi niente mirtilli freschi, bensì confettura di mirtilli rigorosamente artigianale! Ah, perlappunto: che bello quando gli ospiti si presentano a casa senza fiori recisi (che, poi, non sono assolutamente in grado di accudire), ma con qualcosa che, invece, so apprezzare davvero senza ritegno... conserve, confetture, cosine fatte in casa insomma! Ehi, prendete nota, dovessi mai invitarvi a cena :-)

Muffins al cacao e mirtilli
per 8 muffins belli grossi

150 gr di farina 00
30 gr di fecola di patate
20 gr di cacao amaro
100 gr di zucchero
8 gr di lievito per dolci (1/2 bustina)
1 pizzico di sale

100 gr di uova (2 piuttosto grandi)
50 gr di olio di semi
150 gr di latte intero
1 bacca di vaniglia

q.b. di confettura di mirtilli

In due contenitori separati, mischiare velocemente ingredienti secchi da una parte e quelli liquidi da un' altra (in questi ultimi, aggiungere anche i semi interni raschiati via dalla bacca di vaniglia aperta a metà). Unire i due composti, amalgamare il tutto senza montare e senza mescolare troppo. Dividere il tutto nei pirottini di carta posizionati all' interno dell' apposita teglia da muffins, affondare un cucchiaino di confettura di mirtilli in ogni muffin e cuocere a 200 gradi per 20 minuti (i pirottini vanno riempiti per poco più di 3/4 e, per una migliore tenuta, provate ad utilizzare due pirottini invece di uno).

sabato 4 ottobre 2008

Pere e cioccolato: festeggiamo?!


Spero mi perdonerete (si eh?!) per la valanga di dolci che recentemente s' è abbattuta sul blog, davvero non è da me, una cosa senza ritegno! Oltre tutto, ogni volta, trovo pure la scusa inderogabile per continuare a propinarveli come se niente fosse! Perdono... è che, praticamente, qui non si cucina più! Dal lunedì al venerdì mio marito è già a Roma (ecco, ora sapete tutti i fatti miei), io spesso e volentieri approfitto della mensa materna (e se non lo faccio, bè... non credo sia il caso di riferirvi il dettaglio dei miei pasti frugali)... ma i dolci continuo a farli, un po' perchè ci scappano continui inviti a cena, un po' perchè magari passa tizio e allora che fai, gli offri solo un caffè... insomma, cose del genere!!! Ma oggi, siii ecchevelodicoaffà, oggi abbiamo la scusa migliore del mondo per tuffarci in quest' agglomerato di glicemia! Preparate i calici, qualcuno apra lo champagne... oh mamma, che dite, meglio un cappuccino?! Su su, festeggiamo Elga, Soleluna e Paola, ovvero il mitico podio del Pizza-Gourmet!!! Anche se, a pensarci bene, le signore sarebbero già messe più che bene... con tutto quel popò di roba da sbafarsi in solitudine, uhm, sapete che si fa? Esatto, la tortina ce la teniamo per noi... il premio di consolazione!!!


La base è sempre questa qui, collaudatissima, solo che stavolta, dopo aver versato l'impasto nella teglia, ho pensato di tuffarci dentro un' abbondante manciata di pere a cubetti (ho trovato le ultime pere estive, quelle piccole con la buccia giallognola)... e se vi va di replicare anche l' estasiante effetto pera-al-centro, pareggiate un po' la base del frutto, così se ne starà dritto dritto, fermo e immobile. Spolverata finale di zucchero a velo alla vaniglia e... servitela un po' come vi pare, tiepidina, a temperatura ambiente, ma anche ben fredda: comunque la girate, resta uno spettacolo, una mousse cotta... alle pere, tiè! Buon fine settimana a tutti, c' ho una voglia di pizza da non credere!!!

venerdì 12 settembre 2008

Il cioccolato... con tante cose dentro


E noi che pensavamo che i giochi fossero ormai conclusi: parlo dei compiti per le vacanze, quelli che i giovincelli s' ostinano ad iniziare il primo di settembre... e che ci vogliamo rovinare l' estate?! Peccato che, a quel punto lì, la situazione sia drammaticamente compromessa, c'è da meditare anche sul 2+2, giuro! Ad ogni modo, abbiamo fatto il possibile... con la preziosa collaborazione delle merendine energetiche, rigorosamente fatte in casa e tassativamente golose al quadrato (per restare in tema... banaaale)!!! E (finalmente) oggi si torna a scuola... ma ieri ancora, irrimediabilmente, incastrati fino a tarda sera sull' ennesima lezioncina dimenticata: ah, dovrei rivedere anche un po' storia! Noooooooooo... non che odi la storia, diciamo che non amo il modo in cui viene insegnata a scuola, na' noia mortale... per questo lo snack doveva essere rigorosamente serotoninico, ma che scherziamo?! Molto in stile sciuè sciuè, in pratica... apriamo-la-dispensa-e-vediamo-che-ci-possiamo-inventare... il vantaggio, oltre all' effetto consolatorio (sempre al quadrato, ovvio), è che sono riuscita a sbarazzarmi di tutt' una serie di cosine già aperte, semi-utilizzate, ma non più re-utilizzabili sic et simpliciter... tipo che il biscotto non è più croccante, il cioccolato evidenzia chiari segni di cedimento...

Procedimento
In un pentolino, a bagno maria, si lascia fondere, in ordine sparso: cioccolato al latte, cioccolato gianduia, cioccolato fondente al 70% e persino qualche torroncino; a fiamma spenta, si aggiungono biscotti secchi spezzettati, nocciole spellate intere, mandorle tritate grossolanamente, poco caffè (espresso)... non ci sono quantità tassative, si procede a proprio gusto in modo da ottenere una massa cremosa, ma compatta e lavorabile, tipo salame di cioccolata! Si predispone, quindi, un grande foglio di carta argentata, si lascia cadere il composto al centro, cercando di formare un rettangolo alto circa un dito, s' impacchetta il tutto, ben stretto, continuando a modellare sui bordi per metterlo bene in forma... e via a rassodare in frigorifero (almeno due ore)! Infine, con un coltello ben affilato, a lama liscia, porzionare a piacere e consumare allegramente, oppure riporre in frigo e spiluccare di tanto in tanto (era proprio necessario quest'ultimo consiglio?)!

Poichè ricordano vagamente questi qui e considerato che madame (sicuramente) non mancherà di apprezzare... se oggi non vieni per questo famoso caffè delle cinque, guarda che m' offendo davvero! E nell' attesa, ne porto qualcuno a lei che è sempre tanto carina e gentile, tanto tanto!!!