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venerdì 16 ottobre 2009

I pomodori con il riso

E le patate. Manco a dirlo, alla romana! E mi sa ch'ero rimasta, di sicuro, l'unica emigrante (indi, adrenalina alle stelle per tutto ciò che è intimamente locale) a non aver ancora pensato di auto-riprodurseli a casa. Spiego: ci sarebbe che, a Roma, una tavola calda senza i pomodori con il riso in bella vista, subito dopo le pizze, appena prima del pollo allo spiedo, magari accanto alla cicoria, ecco, senza di loro non sarebbe nemmeno una tavola calda. Tutto qui. Entusiasmo a parte, verrebbe da chiedersi come mai festeggiamo il primo maglione della stagione a suon di pomodori e basilico, ma questa è senza dubbio un'altra storia (un po' come la questione che la normalità non è di questa terra, ecc ecc). Apro e chiudo parentesi - visto che mi sarei anche autodenunciata sul piatto fuori stagione - buonissimi freddi e, fin qui, tutti d'accordo (ndr: se riuscite a prepararli in netto anticipo, ancora meglio), ma sarei pronta a mettervelo per iscritto (ah già, lo sto appunto facendo :-))... sorprendentemente stuzzicanti anche in versione tiepidina. Perfetti per una cenetta coccolosa, di quelle confort, da calice di vino rosso scalda-anima (e quant'altro). E lo dicevamo appunto poco fa, ancora meglio il giorno dopo, ehm, per salvare il solito pranzo da 5 secondi di microonde e passa la paura. Mancherebbe la questione del "sì, ma come si fanno?" e potremmo lasciarci, semplicemente, con la ricetta (perfetta!) firmata Anice&Cannella, "perchè ci piace come le racconta, come le fotografa, a momenti si sente pure il profumo... può bastare?", peccato debba aggiungere le solite due/tre riflessioni, ehm, sia per il prima che per il dopo.

Per il prima: ancora un volta, una ricetta da seguire con assoluta docilità, senza ostinarsi a metterci lo zampino, ecco. Perchè la ricetta, lo ripetiamo, è assolutamente perfetta. Tra l'altro, di semplicissima esecuzione (molto più semplice di quanto pensassi! perchè m'ostino puntualmente a pensare?! boh), fatta però di evidenti dettagli sapienti. Illuminanti! Tipo che il procedimento l'abbiamo trovato talmente figo da promettere solennemente di riciclarlo per altre verdurine da farcire, ecc ecc. E poi, oltremodo comodo (sempre il procedimento!). Il concetto sarebbe, bene o male, questo qui: piccolo sforzo, risultato da aprirti lo stomaco all'istante, anche scenografico ed in caso di ospiti, tener vivamente presente l'intero ambaradan! Inoltre, c'è che leggendo la ricetta (ed anche qualcun'altra, embè, lo ammetto), proprio non riuscivo a crederci: niente fornelli (ed io che già pensavo di dover prima imbastire il risotto, ecc)! Tutto comodamente alloggiato in ciotola, ben insaporito e pronto da inserire nei gusci di pomodoro. E ditemi voi se stà cosa non è comoda.
Per il dopo: li ho adorati, eppure torno a mettere per iscritto che... già pregusto il prossimo round, ovvero quello in cui ci finirà dentro anche qualche cubetto di provolone piccante in bonus. Formaggio da semi-sciogliere in tutto l'insieme (per la sorellina: lo so che il provolone ce lo metti già di tuo e me l'avevi pure caldamente raccomandato... ma c'avevo da pruvà la tradizione, sgrunt). Ultimissima: non sottovalutare, mai, per nessun motivo, le calotte! Aka, i coperchi dei pomodori, quelli che puntualmente vi spostano tutti sul lato del piatto (che carini!). Le calottine, praticamente, diventano dei confit! Chips di pomodori, cialdine croccanti... vabbè va, ricetta!

I pomodori col riso, via Paoletta Sersante
(copia/incolla dall'originale)

Cominciano col dire che ci vogliono pomodori belli grossi e rossi, ma sodi. Per prima cosa, si toglie la calotta superiore e si svuota il pomodoro dalla polpa, che tagliata a pezzi grossolani, si mette in una ciotola. Si aggiungono alcune foglie di basilico, uno o due spicchi d'aglio e, a casa mia non mancava la mentuccia... in alternativa si può usare prezzemolo. Questi sono gli "odori", come si dice a Roma, richiesti dalla ricetta originale. Ma si può usare origano o maggiorana, vi assicuro però, che il risultato migliore si ottiene con il basilico che sprigiona per tutta la casa un profumo d'estate. Mettere anche olio EVO e sale qb.Si passa tutto col mixer, e si aggiunge un bel pugno di riso (io uso l'arborio) per pomodoro, 2 cucchiai se i pomodori non sono grossi, e si lascia riposare circa un'ora perchè gli ingredienti si insaporiscano e perchè il riso, dopo la cottura, non deve risultare molto al dente. Ma se si preferisce un riso non molto sfatto, potete saltare il riposo. Si riempiono i pomodori svuotati, e, una volta riempiti si richiudono con le calotte... e se avanza un poco di sughino, si versa sui pomodori e le patate. A Roma i pomodori con il riso non si possono separare dalle patate, è un piatto unico. Quindi, sbucciare e tagliare a spicchi grossi delle patate (ho usato quelle nuove), condirle con sale e olio. La ricetta sarebbe senza, io invece aggiungo anche un pizzico di rosmarino. Non molto, si deve sentire appena. Una volta mescolate bene, adagiarle nella teglia, insieme ai pomodori ripieni di riso.Infornare la teglia a 220-230°. Il calore, deve essere abbastanza forte, da far evaporare tutto il liquido dei pomodori, ne tirano fuori un bel po'. Il piatto è pronto, quando risulta ben asciutto, le patate ben cotte.

giovedì 24 settembre 2009

Frittata di riso, zucca e provola

A tutt'oggi (a partire dal ritorno dalla Francia fino a, uhm, ieri :-)), tra le varie cose, ci sarebbe stato anche un allegro susseguirsi di omelette farcitissime, di quelle gonfie e spumose, ripiene di formaggio cremoso al punto che fatichi persino a (ri)chiuderle [dettaglio: in Francia, oggetti simili sono notoriamente serviti semi-aperti, come dei grandi sorrisi pure un filo ammiccanti (ehm, avec le chevre frais che cola meravigliosamente tra pezzetti di noce e listarelle di pancetta)]... ehvabbè, alzo le mani! Dicevamo, quindi, Francia. Da lì in poi (omelette a parte), ci sarebbe stato anche un certo spulciare, sornione prima, moooolto più frenetico poi, di libri e ricettari souvenir... della serie: lasciate (in Francia) tutte le tazze all'americana con su scritto "Bretagne mon amour" e quindi, invito a cena per tutti. Più o meno quattro gatti (15? tutti confermati?), riuniti intorno ad un desco colmo di sidro, formaggi, quiche e baguette... e giusto per tornare al tema odierno che, non è affatto l'omelette, bensì una frittata piacevolmente gonfia, soffice e persino soda (da far pensare un po' all'omelette, ooppss), il nervo della guerra sarebbe che, nel caso preferiste frittate in cui l'elemento aggiuntivo (verdure e quant'altro) copre nettamente il semi-odiato sentore d'uovo, con un risultato finale, appunto, gonfio, ma anche sodo, quasi da sformato... ok, leggete qui tutta la questione. Io, intanto, andrei di riso+zucca+provola (affumicata! che col dolce della zucca...), ovvero un risotto che è sostanzialmente questo qui, nel mio caso, ciò che ne restava dal pranzo precedente. E buona frittata a tutti :-)

Nota: per un piatto di risotto (avanzato :-)) ho sbattuto due uova grandi (+latte+lievito come da link).

Nota-bis: stavo realizzando che, questo di oggi, sarebbe un post (tutto sommato) informativo, oserei dire da non-cuoca; ehpperò (ben) due ricette linkate sono pur sempre due ricette e poi scusate, meditare/lavorare su menu particolari, ma anche particolarmente low cost (grrr, che pretese!)... assorbe parecchio.

Nota-bis-bis: AAA, cercasi idee particolarmente carine, ma anche particolarmente low cost per... grrr! :-)))

martedì 17 febbraio 2009

Risotto al cavolfiore, con coppa e pistacchi


Capisco che siamo soltanto a febbraio, ma avrei idea d'eleggere il (mio, personalissimo) risotto 2009! Gli elementi caratterizzanti (sempre miei, personalissimi) ci sono tutti: cremosità, morbidezza ed un insieme d'aromi e sapori che, di primo acchitto, potresti persino leggere alla voce 'contrasto'. Anzi, l'idea iniziale era appunto quella! Solo che (per fortuna) avviene la famosa alchimia e succede che il contrasto, quello nato per spingere un po' lì e smorzare un po' là, si trasforma in un tutt'uno assolutamente bilanciato, gradevole e particolare. Mi son lasciata un attimo trasportare, è vero, ma s'è capito che stò risotto è s-p-a-z-i-a-l-e?! E poi ne ho approfittato per testare finalmente il carnaroli gliAironi, quello di Michele Perinotti. Italiano, anzi di più, vercellese: il cuore della produzione risicola europea. Un'accuratissima pilatura artigianale a pietra... come si dice, tutto faceva ben sperare! Infatti, nonostante la cremosità del cavolfiore, l'esageratissima mantecatura finale (che se non manteco generosamente...), ecco, nonostante tutto, ogni chicco ha saputo conservare gelosamente il proprio, minuscolo spazio vitale (chicchi ben separati, ndr). Sopravvivendo anche alla mia notoria stra-cottura (i risotti al dente proprio non...). E poi ci sarebbe la questione 'coppa' e qui mi spiace, nessun link, nessuna dritta... la prepara il mio macellaio con le sue sante manine (bè, se qualcuno si trovasse a passare in via d'ovidio, nel quartiere talenti... roma, per chi si fosse sintonizzato soltanto adesso) ed è una cosa che... ehi, la piantate un po' di farmici pensare?! :-)

Risotto al cavolfiore, con coppa e pistacchi
per due persone

120 g di riso carnaroli
1/2 cavolfiore (di quelli non troppo grandi)
2 fette di coppa piuttosto sottili
1 piccolo scalogno
20 g di pistacchi sgusciati, non salati
2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 pizzico di zafferano in fili

acqua
sale e pepe nero

Sbucciare e tritare finemente lo scalogno e lasciarlo appassire dolcemente con l'olio e la coppa spezzettata (in un tegame adatto alla cottura del risotto). Dividere il cavolfiore in piccole cimette e cuocerlo a vapore per una decina di minuti. Frullarne una metà. Intanto, portare ad ebollizione un pentolino d'acqua e salarla. Versare il riso nel soffritto di coppa e scalogno, tostarlo velocemente ed unirvi, quindi, le cimette di cavolfiore intere. Incorporare anche la crema di cavolfiore ed aggiungere, gradualmente, acqua bollente quanto basta a portare il tutto a cottura, mantenendo una densità piuttosto cremosa. Sciogliere lo zafferano in un po' d'acqua bollente ed incorporarlo al risotto. In una padella antiaderente, tostare i pistacchi e metterli da parte. A cottura ultimata del riso (circa 18-20 minuti), spegnere, aggiungere il parmigiano ed i pistacchi, mantecare con cura e lasciar riposare due minuti prima di servire con una generosa macinata di pepe.



sabato 17 gennaio 2009

Hey, è risotto day!


Si celebra la cucina italiana! E dopo un 2008 dedicato a nostra-signora-la-carbonara, è la volta dell'inimitabile risuttin, quello giallo insomma! Quindi, si parte: 800 (e passa) chef italiani sparsi in tutto il mondo - ed è proprio questo il bello, no?! - in perfetta sinergia cosmica, oggi faranno... il risotto! Come tradizione comanda! Bandite (per questa volta) le imprescindibili reinterpretazioni, visioni, contaminazioni... ricettina originale, please!!! Anche perchè noi altri, saremmo davvero curiosi di capire (una buona volta) se, in questo risuttin, ci va il carnaroli oppure il vialone nano (carnarolicarnarolicarnaroli... ma qualcuno continua a giurare il contrario!!!), se ci tocca tostare il riso insieme alla cipolla (rosolata) oppure separatamente e, soprattutto, domandone-enigma-numero-uno: stò risuttin, va mescolato di continuo oppure... fermi tutti, che nessun (chicco) si muova?! Lo so, domande come queste vi perseguitano... ecco perchè la sottoscritta, oggi, se ne andrà in allegra missione ricognitiva all' Open Colonna per assistere al teatrino risottesco armato dagli chef de stè parti (e non) - massimiliano mariola, maurizio santin, stefano preli, danilo ciavattini, fabio fassone, gennaro esposito - ok, quindi, vado, torno... e vi faccio sapere!!!

Risotto con cannellini e guanciale
per due persone

100 g di riso carnaroli
100 g di fagioli cannellini secchi
30 g di guanciale
(in un sol pezzo)
1 spicchio d'aglio
2 rametti di prezzemolo fresco
2 foglie di salvia

1 rametto di rosmarino
olio extravergine d'oliva

sale e pepe

Lasciare i fagioli in ammollo (completamente coperti d'acqua) per almeno 8 ore. Quindi, scolarli, sciacquarli e metterli a bollire in abbondante acqua non salata (il sale tenderebbe ad indurirli) per circa un'ora (dovranno ammorbidirsi, ma non disfarsi), unendo anche la salvia ed il rosmarino. L'acqua dovrà semplicemente sobollire ed è meglio evitare di mescolare continuamente, i fagioli tendono a rompersi facilmente. Un piccolo trucco per 'digerire' meglio i fagioli è quello di scolarli dopo i primi minuti di bollore. Quindi, andranno ricoperti con dell'altra acqua (bollente) e portati dolcemente a cottura. Al termine, scolare i fagioli e tenere da parte l'acqua. In una casseruola (o padella a bordi alti) scaldare un filo d'olio e soffrigervi l'aglio ed il guanciale. Eliminare entrambi (tenere da parte il guanciale), unire il riso e tostarlo su fiamma vivace. Unire anche i fagioli, lasciarli insaporire velocemente, coprire con l'acqua di cottura dei fagioli (ben calda), abbassare la fiamma e portare a cottura (circa 15-20 minuti). Spegnere la fiamma, condire con sale e pepe e lasciar riposare per cinque minuti prima di servire, ultimando ogni piatto con il guanciale ridotto a listarelle e passato velocemente su una piastra ben calda per pochi minuti, un giro d'olio ed un rametto di prezzemolo fresco.

lunedì 6 ottobre 2008

Timballo di riso, una storia d' amore


Piuttosto inappetente, irrimediabilmente persa in un mondo tutto suo: un mondo di storie inventate, ricamate, riprodotte... una testolina bisognosa di 1001 giravolte, piiiccola Precy! Il mio incubo da bambina? Io, costretta sulla sedia della cucina, cucchiaio alla mano, noiosissimo cibo davanti... quando lì, nell' altra stanza, avrei avuto tutto il mio bellissimo mondo da animare, mamma ti prego!!! Al massimo, ma proprio al massimo, avrei potuto cedere per un panino alla Heidi, la fascinosa pagnottina con i tagli obliqui... si, poi ci sarebbe anche tutta la parentesi del piccolo mugnaio bianco... cibo versione gioco, altrimenti non se ne faceva niente! E fu così che, in uno degli innumerevoli pomeriggi trascorsi a giocare in riva al mare... i secchielli, le palette e tutto quell' estenuante scava, riempi, compatta bene, capovolgi, sfila lentamente il secchiello, brividino che corre lungo la schiena, che fa il castello, crolla o sta su... insomma, fu proprio lì che mia madre trovò l'ispirazione: dai, raccogliamo i giochini che è tardi, devo cucinare... stasera mangiamo nei secchielli!!! E intanto, se la rideva sotto i baffi mentre io, basita, continuavo a guardarla con la faccia a forma di punto interrogativo! Una cosa era certa, non vedevo l'ora di tornare a casa e... cenare!!! Ebbene, nell' irresistibile secchiello di alluminio (quelli della foto sono gli stessi da circa vent' anni), c' era (... e c'è ancora) un delizioso timballotto di riso e piselli: salsina tendente all' arancio, crosticina bruciacchiata che una volta non faceva assolutamente male, note formaggiose e filanti, cubetti di salumi golosi, uno spasso... posso averne un altro??? La cena "al secchiello"... e chi se la scorda più!!!

Timballetti di riso e piselli

Facciamo così: se volete farli gourmet, riferitevi al ben noto sartù di riso napoletano! Se, invece, siete stati colti da una sorta di golosità infantile e v' ispira esattamente quello che mangiavo io da bambina (...vero che v' ispira?!) procedete in questo modo:

- scegliete dei pisellini, fini e dolci, lessateli in acqua bollente e salata fino ad ammorbidirli;
- lessate anche del riso e scolatelo piuttosto al dente;
- in un' ampia padella, scaldate un filo d' olio extravergine d'oliva, rosolatevi velocemente uno spicchio d' aglio ed una manciata di cubetti di prosciutto cotto oppure di salame, preferibilmente milanese (...che ai bambini piace molto di più);
- eliminate l'aglio, unite anche i pisellini scolati e lasciate insaporire il tutto;
- aggiungete della passata di pomodoro (per la quantità, tenete presente che il composto finale dovrà risultare decisamente cremoso altrimenti, in forno, finirebbe per seccare troppo) e cuocete per circa dieci-quindici minuti, unendo anche uno o due cucchiai di panna fresca;
- a fine cottura, salate (senza esagerare), macinate eventualmente un po' di pepe (... che ormai siamo diventati grandi!) ed unite del basilico fresco spezzettato con le mani;
- a fiamma spenta, incorporate il riso, spargete abbondante parmigiano grattuggiato, una manciata di tocchetti di formaggio a scelta, sul genere mozzarella, ma anche caciottina o giù di lì (... e dillo che la mamma usava il galbanino, accidenti!!!), con qualche spruzzo di pangrattato;
- amalgamate bene e suddividete il tutto negli stampini monoporzione, già imburrati e cosparsi di pangrattato (è necessario se non volete che il castello di sabbia si rompa... noi bambini, comunque, mangiavamo direttamente dal secchiello, ovvio!!!);
- terminate con del parmigiano grattuggiato, poco pangrattato, un fiocchetto di burro, infornate a 180 gradi per circa 20 minuti (qualche minuto di grill finale per l' effetto crosticina) e... preparate la paletta, si mangiaaa!!!

Racconto e ricetta partecipano al concorso "Vi regalo una storia d' amore" !!!

martedì 20 maggio 2008

Risotto...riciclato!!!

Quando preparo le cosce di pollo al forno, oppure del tacchino...
per esempio degli ossibuchi , il cosciotto, ... l' INTINGOLO e' sempre lo stesso:

abbondante vino bianco, un trito di scalogno, rosmarino, timo, salvia e maggiorana, sale, pepe ed un cucchiaino di farina setacciata che renda il tutto cremoso...
anche perche', in quel 'tutto', ci ritroverete il grasso rilasciato dalla carne in cottura...
insomma ne uscira' un FONDO succulento e ruspante!!!

Ebbene, dopo aver mangiato, mentre sparecchiate...potrebbe capitarvi di guardare sconsolati
la teglia e pensare: tutto sto' sughetto... che peccato!!!

Dai!
Possibile che ogni volta avevate un chilo di pane da consumare e quindi giu' di sana scarpetta...
Dai!
Almeno una volta vi sara' pur avanzato questo prezioso intingolo???!!!


Ecco il momento del riciclo:
il fondo puo' essere filtrato e trasferito in un pentolino, allungato con dell'acqua, scaldato ed utilizzato in luogo del brodo per farci un risottino!

Si scalda dell'olio (o burro), si tosta per bene il riso che andra', poi, portato a cottura aggiungendo gradualmente l'intingolo riciclato.
Terminata la cottura, a fiamma spenta, mantecare con una noce di burro (o piu'...a voi l'ardua scelta) ed un misto di grana e pecorino grattuggiati.
Coprite e lasciate riposare 15 minuti prima di servire.

Il risottino risultera' talmente ruspante ed accattivante che ...vi sembrera' di mangiare ancora il vostro pollo al forno!!!
Buon appetito e soprattutto...buon martedi' a tutti!
Rivalutiamolo sto' martedi'...in genere si sente sempre: buon lunedi', buona domenica, buon weekend...
BUON MARTEDI'...fatene un gran giorno!!!