lunedì 28 settembre 2009

Pasta al forno: peperoni, capperi, olive e mozzarella

Nell'ordine: lunedì mattina, valanga d'incombenze a stretto giro, vietata ca-te-go-ri-ca-men-te la questione "perdersi in chiacchiere", magari è meglio se facebook non lo apro affatto e aggiungo sottotitolo per mera completezza di cronaca... "casco dal sonno" (ndr: felicissima d'aver fatto tardi a guardare mamma mia in dvd)!!! Uhm, tutto sommato, sarei persino a buon punto [la cagnolina ha allegramente compiuto il suo dovere mattutino, la sottoscritta ne avrebbe approfittato per compiere anche il suo (di dovere)=preso in edicola il numero di ottobre del gambero rosso, sic], colazione assonnata, sfogliando il numero di ottobre (ecc... progettando di andare, bene o male, a tutte le sagre lì elencate), caffellatte semi-bollente, un avanzo di pastarelle della domenica, pensando che, stamattina, accennerei ad un pratico/consolatorio mode d'emploi di questa cosina dal volto decisamente familiare. E quindi, la (mia) pasta al forno della domenica, immortalata esattamente all'atto del... controlliamo se la mozzarella s'è sciolta a dovere, ecc ecc. L'unica cosa da preparare (ehm, nel caso non l'aveste già fatto e conservato opportunamente in freezer :-)), è il famoso pesto di cui prima. Per il resto, lessate la pasta in acqua bollente e salata (nel mio caso, rigatoncini senatore cappelli fa-vo-lo-si, se amate il genere pasta-callosa, voilà), scolate decisamente al dente e condite immmediatamente con il pesto di peperoni (deve risultare molto cremoso). Aggiungete anche delle olive nere denocciolate ed una manciata di capperi dissalati. Versate uno strato di pasta in una pirofila leggermente unta e cosparsa di pangrattato. Ricoprite con tocchetti di mozzarella, continuate con il secondo strato di pasta, ancora tocchetti di mozzarella, poco parmigiano grattugiato, coprite con un foglio di carta alluminio ed infornate a 180 gradi per circa 20 minuti. Eventualmente, a cottura ultimata, scoprite e passate al grill per due minuti.

giovedì 24 settembre 2009

Frittata di riso, zucca e provola

A tutt'oggi (a partire dal ritorno dalla Francia fino a, uhm, ieri :-)), tra le varie cose, ci sarebbe stato anche un allegro susseguirsi di omelette farcitissime, di quelle gonfie e spumose, ripiene di formaggio cremoso al punto che fatichi persino a (ri)chiuderle [dettaglio: in Francia, oggetti simili sono notoriamente serviti semi-aperti, come dei grandi sorrisi pure un filo ammiccanti (ehm, avec le chevre frais che cola meravigliosamente tra pezzetti di noce e listarelle di pancetta)]... ehvabbè, alzo le mani! Dicevamo, quindi, Francia. Da lì in poi (omelette a parte), ci sarebbe stato anche un certo spulciare, sornione prima, moooolto più frenetico poi, di libri e ricettari souvenir... della serie: lasciate (in Francia) tutte le tazze all'americana con su scritto "Bretagne mon amour" e quindi, invito a cena per tutti. Più o meno quattro gatti (15? tutti confermati?), riuniti intorno ad un desco colmo di sidro, formaggi, quiche e baguette... e giusto per tornare al tema odierno che, non è affatto l'omelette, bensì una frittata piacevolmente gonfia, soffice e persino soda (da far pensare un po' all'omelette, ooppss), il nervo della guerra sarebbe che, nel caso preferiste frittate in cui l'elemento aggiuntivo (verdure e quant'altro) copre nettamente il semi-odiato sentore d'uovo, con un risultato finale, appunto, gonfio, ma anche sodo, quasi da sformato... ok, leggete qui tutta la questione. Io, intanto, andrei di riso+zucca+provola (affumicata! che col dolce della zucca...), ovvero un risotto che è sostanzialmente questo qui, nel mio caso, ciò che ne restava dal pranzo precedente. E buona frittata a tutti :-)

Nota: per un piatto di risotto (avanzato :-)) ho sbattuto due uova grandi (+latte+lievito come da link).

Nota-bis: stavo realizzando che, questo di oggi, sarebbe un post (tutto sommato) informativo, oserei dire da non-cuoca; ehpperò (ben) due ricette linkate sono pur sempre due ricette e poi scusate, meditare/lavorare su menu particolari, ma anche particolarmente low cost (grrr, che pretese!)... assorbe parecchio.

Nota-bis-bis: AAA, cercasi idee particolarmente carine, ma anche particolarmente low cost per... grrr! :-)))

mercoledì 23 settembre 2009

Crema pasticcera [ultra-vellutata] della Tuki


Te-le-gra-fi-co! Anche perchè, qui, tenderebbero un po' ad ergersi a controllori supremi dei (miei) post e... "Precy, lei mi scrive (ancora, decisamente) troppo! Si fa prima a leggere direttamente i commenti". Cioè? Tipo sintesi? Ehvabbuò, decliniamo (o recliniamo?) umilmente il capo in avanti e molto te-le-gra-fi-ca-men-te, dessert! Per quella volta in cui sarete lì a pensare al fine-pasto per i vostri ospiti e vi sentirete posseduti da un'incrollabile necessità di rispettare il bon-ton del dessert più adeguato (ehccerto!). E quindi bocciati i cake, perchè poi te ne chiedono anche un pezzetto per la colazione del giorno dopo (e voi lì che avvolgete nella carta velina, ma intanto pensate che i cake... sono più da prima colazione, decisamente). Cannate anche le torte farcite, 3 metri di morbidezza ehvabbè, a parte che bisognava pensarci almeno un giorno prima, ci sarebbe la questione questi-mò-li-voglio-vedere-morti. Forse una crostata, ma anche quella, uhm uhm. Quindi mi sa tanto che... lo famo al bicchiere! E nei bicchierini da caffè, è pure meglio. Tanto avevamo giusto in mente di provare stà robina assolutamente deliziosa, ultra-vellutata - punto i piedi a terra, quasi sfondo la tastiera per la veemenza che metto nel digitare la mia opinione - è una ricetta a dir poco P-R-E-C-I-S-A! Strepitosa, di quelle che le leggi e pensi perfino "odddio". Poi, per fortuna, la pianti (d'essere il solito, irritante mix tra puffo quattrocchi e puffo brontolone :-)) e ti limiti ad eseguire, diciamo, con la stesso spirito creativo d'un operaio cinese.

Grazie Tuki :-)


martedì 22 settembre 2009

Gratin di alici e pomodorini


Detto tra noi (ehbbè, chi altri sennò?!), non saprei se... aver fatto prima a prelevare il malloppo dal banco del mercato monteverdino (ndr: saldo delle ore 12h30, chilata di alici freschissssime per soli 3 eurini, sic), ad infilare il tutto nella teglia, a cuocerlo, più che altro una grill-atina e via, giusto il tempo d'apparecchiare, affettare il pane... e stamattina potevo inviarvi direttamente un sms! A metà strada tra le alici in tortiera, ricettina povera e vecchia quanto il cucco, le cui origini oscillerebbero allegramente tra Puglia e Campania, ma diciamo che potremmo anche soprassedere sull'annosa questione... ed i pomodorini gratinati che, siamo tutti d'accordo, si presentano ormai anche da soli. Volendo, una sorta di (rapidissimo) trait d'union (tra i due). Secondo+contorno tutto in uno e, sempre in tema di velocità estrema, piccolissimo particolare giusto a titolo di completezza: volendo proprio strafare, potreste prendervi il tempo di decapitare (eh scusate, se magari trovate un sinonimo più gentile), aprire (a libretto) e disiliscare le alici, una per una. E solo a dirlo, v'è già passata la voglia, touché! Sarà mica per questo che, da stè parti, le aliciotte (freschissssime) si utilizzano rigorosamente... in tutta la loro meravigliosa interezza?! Poi, sempre perchè siamo tra di noi: ampiamente ingoiato/metabolizzato il tutto. E sarei ancora qui, bella e pimpante ;-)). E penso d'aver detto davvero tutto, bè sì, tranne di predisporre una pirofila da forno, ungerla leggermente e riempirla con strati di alici e pomdorini tagliati a metà, avendo cura di condire volta per volta con aglio, prezzemolo ed origano tritati, una spolverata di pangrattato, sale, pepe e pecorino toscano grattugiato (anche qualcosa di semi-stagionato, tipo questo qui... che ormai ce l'ho e lo riciclo felicemente a destra e pure a manca :-)), un giro d'olio extravergine d'oliva e, quindi, in forno a 200 gradi, per una decina di minuti. Qualche minuto di grill finale e servire.